Sicurezza
Henraux, cave alla Marmi Versilia
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SINDACO. Ettore Neri A destra, la sede Henraux La società di Massa è una controllata. Il sindaco: voglio spiegazioni dall'azienda
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SERAVEZZA. «Per noi esiste l'attività estrattiva se esistono i lavoratori a valle». Il sindaco Ettore Neri lo dice chiaro: «Se l'equilibrio muta, allora i territori delle cave tornano ai cittadini. Per valorizzare turismo, ambiente e le attività ad esso legate». L'intervento di Neri è legato allo scenario che si va prospettando in "casa" Henraux: le cave nelle mani della controllata "Marmi delle Versilia Srl" invece che nella proprietà dell'azienda madre. Dalle visure camerali della storica azienda del marmo in Versilia si apprende che nella disponibilità della "Marmi della Versilia" (sede a Massa, 100% controllata Henarux, soci Paolo Carli, Laura Natali e Sergio Scibetta) ci sono le cave "la Buca" e "il Piastrone" che Henraux ha affittato alla controllata già nel 2001. Per poi, nel 2007, conferire alla "Marmi della Versilia" la cava "Mossa" con contestuale aumento di 990mila euro del capitale sociale della controllata. Nel bilancio Henraux al 31 dicembre 2009 viene evidenziato che la società, in data 22 dicembre dello stesso anno, ha conferito il ramo d'azienda "Cava Macchietta/Tacca bianca" nella controllata"Marmi della Versilia". Con aumento di capitale, per quest'ultima, di 5 milioni e 890mila euro (da 3 milioni e 290mila del 2007). Nella relazione allegata al bilancio si citano i contratti d'affitto «ancora in essere ed operativi di alcune cave di proprietà» della "Marmi della Versilia". Senza ulteriori informazioni. «Sto aspettando - spiega il sindaco Neri - che l'azienda informi, ufficializzi, comunichi. Anche perché le richieste di concessioni per l'attività estrattiva che abbiamo ricevuto sono state presentate tutte direttamente da Henraux». Si tratta - continua Neri - «della Macchietta e della Granolesa, le cui pratiche sono all'attenzione del Parco e della Sovrintendenza. Mi auguro che lo scenario descritto dalle carte citate non cambi le strategie aziendali». Strategia descritta nell'integrazione al Piano industriale, datata 30 giugno 2010. Dove, a pagina 7, si legge: «Le strategie aziendali vanno nella direzione di una sostituzione delle lavorazioni sui materiali importati con i maggiori volumi estratti di marmi dalle nostre cave». Ma - è la preoccupazione che serpeggia in questi giorni sul territorio - «quale garanzia reale c'è per questo scenario se la parte redditizia (le cave) finiscono per essere tutte concentrate in una "scatola" diversa dalla società "madre" di fatto impoverita?».
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