Gioco
Quella fontana magica in piazza Mazzini che ammaliava i turisti
Paolo Fornaciari
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La festa per linaugurazione della fontana di piazza Mazzini e (sotto) la piazza comè adesso 3 MINUTI DI LETTURA
Il Granduca di Toscana, nel 1848, quando cedette gratuitamente il terreno per la realizzazione dell'Ospizio marino di Firenze, volle che il Palazzo delle Muse conservasse libera la vista del mare. Questa servitù determinò poi la formazione della piazza Principe Amedeo, oggi piazza Mazzini, che per molti anni non fu altro che uno spazio aperto senza alcuna specifica configurazione. Per questo nel 1915, l'amministrazione comunale di Viareggio chiese all'Opera degli Ospizi la possibilità di sistemare a giardino la piazza, poi un anno dopo decise di avviare le pratiche per espropriare la servitù di prospetto a favore dell'Ospizio per costruire nella piazza un Teatro visto che «soltanto Viareggio tra le stazioni balneari climatiche non ha un teatro degno che valga ad accrescere le attrattive della città». Poi fra i progetti che interessarono la piazza antistante il palazzo delle Muse, ricordiamo nel 1931, l'idea d'innalzare sulla spiaggia due Fasci Littori dell'altezza di 5 metri e nel 1932 di collocare nella piazza un monumento ai Caduti del mare con annessi locali ad uso negozi. Infine si giunse al progetto di sistemazione della piazza studiato dall'architetto fiorentino Raffaello Brizzi in collaborazione con l'ing. Alfredo Belluomini, che prevedeva al centro la realizzazione di una fontana «spettacolare». Della realizzazione dei magici giochi d'acqua e di luce, che costituivano gli effetti speciali della fontana, fu incaricato l'ing. Giuseppe Carignani, che vantava una fama pari a quella «del grande italiano domiciliato a Parigi, Iacopozzi, detto il Mago della luce». La fontana fu inaugurata il 28 ottobre 1933, ma per la messa a punto dell'ingegnoso meccanismo furono necessarie numerose prove. La prima fu fatta il 30 agosto e destò meraviglia e stupore negli spettatori. Possiamo comunque apprendere come funzionavano gli "effetti luminosi" grazie ad un dettagliato resoconto giornalistico: «Il getto centrale contornato da cinque getti viene illuminato da quattro fari stagni entro ognuno dei quali vi sono quattro riflettori parabolici a specchio, una lampada da 1500 candele e infine un vetro dello spessore adatto a resistere al calore. Dobbiamo rallegrarci con l'ing. Carignani, che ha curato anche la parte idraulica, perchè l'effetto ottenuto con queste lame d'acqua nervate al centro è veramente nuovo e bello. Passiamo ora ad esaminare il funzionamento degli apparecchi per il cambiamento di colore. L'apparecchio automatico, mentre aumenta la tensione gradatamente su un gruppo di fari che danno egual colore, la diminuisce contemporaneamente sull'altro gruppo, sicché le lampade continuamente e gradatamente si accendono e si spengono e quindi i colori variano, dando luogo a effetti luce veramente interessanti. Il concetto che ha ispirato l'ing. Carignani (figlio del celebre maestro che fu amico e collaboratore di Giacomo Puccini) è stato quello di creare una "sinfonia"' di colori così come i musicisti ottengono degli effetti armonici con le sinfonie delle loro musiche. Oggi, guardando la fontana è difficile immaginare lo spettacolo che colpiva il folto pubblico che frequentava la vasta piazza che si apriva sul mare come l'ideale prolungamento della Passeggiata.
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