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«Maltrattato da vivo e da morto», non si chiude il caso Franceschi

«Maltrattato da vivo e da morto», non si chiude il caso Franceschi

L'onorevole Mariani (Pd): lo stato della salma lesivo della dignità umana

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VIAREGGIO. «Daniele Franceschi è stato maltrattato da vivo e da morto e il Governo per il suo intervento tardivo e poco incisivo non può sentirsi esente da responsabilità». Così è intervenuta ieri in Parlamento la deputata del Pd, Raffaella Mariani. L'intervento di Mariani ha fatto seguito alla risposta data dal sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo, alla interrogazione presentata nei giorni scorsi dall'onorevole Ferranti (Pd): «Il Governo - ha detto Mariani - è intervenuto con grave ritardo consentendo alle autorità francesi di gestire il caso con molta leggerezza.

Vogliamo che su questo caso sia fatta piena luce, le risposte che abbiamo avuto sono state molto generiche e non conclusive, mentre la morte di un italiano in circostanze così anomale e il trattamento della salma, che è stata riconsegnata alla famiglia in avanzato stato di decomposizione e priva degli organi, è lesivo della dignità umana». La risposta all'interrogazione di Ferranti ha ripercorso tutti gli atti del Governo, ed in particolare del ministro degli esteri, Frattini sulla vicenda. «Appresa la notizia del decesso del connazionale, il console generale a Nizza ha immediatamente informato la famiglia a Viareggio. Ed ha chiesto al Procuratore di Grasse di essere costantemente informato sulle indagini e sul procedimento giudiziario avviato per accertare le cause del decesso. La famiglia Franceschi si è costituita parte civile, avvalendosi di un avvocato locale suggerito dallo stesso Consolato generale». Grazie all'intervento del Console generale - prosegue la risposta - «la madre e alcuni familiari hanno potuto vedere il corpo di Daniele prima degli esami disposti d'ufficio dalle autorità carcerarie. Secondo quanto affermato nel primo referto medico francese, il corpo non presentava segni evidenti di lesione e appariva cianotico, "circostanza" - affenna il rapporto - "spesso legata all' arresto cardiaco". L'ambasciata a Parigi e il Consolato generale a Nizza sono intervenuti affinché un medico di fiducia della famiglia fosse presente all'autopsia, istanza rigettata dal Procuratore di Grasse in base alla normativa locale. Il console generale a Nizza ha quindi chiesto alle autorità francesi che il corpo venisse mantenuto in condizioni tali da consentire un nuovo esame autoptico in Italia».

Richiesta ribadita dallo stesso ministro Frattini in una lettera inviata al suo omologo francese Kouchner, il quale ha risposto facendo sapere di aver immediatamente interessato della questione il ministro della giustizia francese e di aver sottolineato la necessità di restituire la salma in maniera consona». Il 14 settembre la risposta della Francia: «Gli organi interni erano ancora sottoposti ad esame presso laboratori di Marsiglia e Tolosa e sarebbero stati resi disponibili solo a dicembre. Il giudice istruttore francese ha quindi disposto che il corpo, privo degli organi interni, venisse conservato in adeguate condizioni. Avendo appreso sia pure informalmente nella fase di definizione del volo di rimpatrio, che la salma - scongelata per la prima autopsia - era stata conservata ad una temperatura non inferiore a zero gradi, il Consolato generale a Nizza è intervenuto sulle autorità francesi per ottenere delucidazioni al riguardo».

La risposta è arrivata dal ministero degli esteri francese: gli organi mancanti «sono stati prelevati per esami tossicologici e anatomopatologici tuttora in corso e che, poiché era stata preannunciata una seconda autopsia, il corpo è stato conservato a zero gradi. Secondo i medici legali francesi, la congelazione a meno 18 gradi avrebbe impedito un ulteriore esame». A fronte delle preoccupazioni della famiglia, il console generale a Nizza «ha reiterato la richiesta al Procuratore di Grasse che gli organi siano mantenuti in condizioni tali da permettere un ulteriore esame in Italia e che siano restituiti alla famiglia il più celermente possibile. Ha inoltre chiesto chiarimenti circa il fermo della madre di Daniele, avvenuto il 13 ottobre mentre manifestava di fronte al carcere di Grasse». Il ministro Frattini ribadisce «la grandissima attenzione con cui segue personalmente il caso, assicurando che la Farnesina continuerà ad essere a fianco della famiglia affinché sia accertata la verità sull'accaduto».

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