Proteste
La polemica. «Quel documento al coordinamento è stato solo ostruzionismo»
Bruni segretario della Cgil
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Paolo Bruni (al centro) con Rosi e Profetti Sindacalista da dieci anni, prende il posto di Antonioli
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VIAREGGIO. I primi passi da segretario della Camera del lavoro della Versilia li ha già percorsi sui carboni ardenti. Paolo Bruni, dieci anni di «sindacato attivo» alle spalle, dipendente Enel in distacco alla Cgil, ha abbandonato la riunione del coordinamento di zona insieme agli altri membri della segreteria provinciale. Oggetto del contendere, l'ordine del giorno presentato dall'ex segretario, Andrea Antonioli, oggi coordinatore versiliese de "La Cgil che vogliamo". Presentato alla stampa da Rosanna Rosi, segretaria provinciale, ed Enrico Profetti, segretario organizzativo, Bruni ha così risposto alle domande sulla conclusione del coordinamento di martedì pomeriggio: «Quell'ordine del giorno è stato considerato dal coordinamento stesso un ostruzionismo. La mia elezione è regolare. Quel documento è stato votato da dieci persone su quarantadue presenti. Non abbiamo abbandonato la riunione: abbiamo fatto mancare numero legale ad un'azione di chiaro ostruzionismo». D'altra parte, fa capire Bruni neppure tanto velatamente, non era neppure il caso di «discutere la nomina in un organismo che dopo il congresso non è stato rinnovato». Insomma, il caos sotto il cielo della Cgil Versilia è ancora tanto. Nonostante gli inviti alla pacificazione rivolti pubblicamente da Profetti. Pacificazione condizionata, però: «La porta è aperta per un governo unitario. Ma a condizione che prima ci sia condivisione di programmi e scelte. Solo dopo questo, si governa». Senza puntare lo scontro sugli incarichi, sottolinea ripetutamente Profetti, numero due di una Cgil provinciale che - a proposito di incarichi - all'interno della propria segreteria non esprime alcun nome di quel 33% conquistato al congresso da "La Cgil che vogliamo". Ciò detto, da ieri Bruni è il nuovo segretario della Camera del lavoro della Versilia. Alle prese con una crisi economica senza pari, dalla nautica al turismo passando per la nautica. «Quella di Polo Nautico - esordisce toccando una delle questioni più "calde" - è una situazione complessa. Che va affrontata con urgenza e attenzione particolare. Ribadendo che non ci stiamo al fatto che degli impegni presi venga disattesa sempre sulla parte che riguarda i lavoratori». A proposito della richiesta di frazionamento avanzata dagli imprenditori, Bruni si esprime così: «Polo nautico nasce per dare una possibilità piccola imprese. È anomalo che oggi si parli area consortile solo per il valore finanziario che la stessa ha. Il valore è invece dal punto di vista industriale. E senza frazionamento». D.F.
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