Il Tirreno

Versilia

Tonfano, parrocchia divisa

Luca Basile
La chiesa di S, Antonio a Tonfano
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La chiesa di S, Antonio a Tonfano

«Con don Florio la chiesa era sempre in festa, ora no»

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MARINA. Anime in subbuglio sullo sfondo di una comunità, quella di Tonfano e della chiesa di S.Antonio, che dopo decenni si trova convivere con l'eredità, ingombrante, lasciata in dote da Don Florio. Don Florio andato in 'pensione' per motivi di età dopo più di cinquanta anni di sacerdozio. E così accade che con l'arrivo del nuovo parroco, don Emanuele Morelli, quella stessa comunità si riscopra divisa e vagamente invelenita.  C'è infatti chi dopo le innovazioni, vere o presunte, introdotte dallo stesso don Emanuele non riesce più a sentire come propria la parrocchia e chi, al contrario, in quelle innovazioni vede un elemento di nuovo entusiasmo e partecipazione. Due fronti agli antipodi, difficilmente conciliabili al momento.  «Don Emanuele - scrive un primo gruppo di fedeli.- manca di presenza, sia in sede come fra noi parrocchiani: la gente di Tonfano era invece abituata proprio alla presenza, anche nelle case, in particolari di disabili ed ammalati, di Don Florio. Così come eravamo abituati a vedere la nostra chiesa sempre illuminata ed infiorata, a seguire la Messa la domenica alle 10.30 pensata per i bambini - oggi cancellata e posticipata alle 11.30, ndr - con tanto di coro e ancora a partecipare alla funzione religiosa, sempre domenicale, delle 12. E potevamo andare in chiesa ad accendere un cero votivo sapendo di vederlo acceso per il tempo della durata dello stesso. Adesso questa parrocchia non la sentiamo più come nostra. Perché il coro non canta più? Perché la chiesa non è più illuminata ed infiorata e perché ancora sono state stravolte le abitudini dei fedeli? Domande - continua la lettera - che noi tutti ci poniamo, ma che non trovano oneste giustificazioni: sarà solo questione di tempo? Vorremmo capire cosa è cambiato da quando don Florio Giannini ci ha lasciato. Prima, ogni giorno, nella nostra chiesa era festa, oggi non è così, c'è solo silenzio e solitudine».  Parole che però non trovano sponda fra diverse mamme di bambini che seguono il catechismo nella parrocchia.  «Don Emanuele si è presentato come persona cordiale, disponibile, alla mano, attento ai nostri figli. Un toscano che sa comunicare e stare vicino alla gente, dalla battuta semplice, pronta. Le innovazioni? Di certo, come genitori, abbiamo apprezzato il fatto che nella revisione degli orari delle messe abbia pensato ad un ora, per la funzione, quella delle 11.30, che agevolasse la presenza dei bambini in chiesa. Ed anche la soppressione del coro - continuano le mamme - è stata interpretata come un'opportunità per offrire a tutti la possibilità di cantare coinvolgendo maggiormente i fedeli, un momento di maggiore partecipazione. E questo ci sembra qualcosa di bello e di certo non motivo di critica».

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