Il Tirreno

Versilia

Quelli della Pergolaia ricordano il notaio Polacci

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 FORTE. «Siamo in numero pari? Aspetta a dirlo, fra poco arriva il Notaio». E il notaio, Antonio Polacci, sbucava silente dall'ultima curva insieme alla sua bicicletta». Lo ricordano così, "quelli della Pergolaia", ora che Antonio Polacci non c'è più. «Era così, ogni domenica mattina. Nell'ultima decade il notaio, quel campo, quella partita fra amici, i soliti amici, la viveva a suo modo: arrivava in ritardo, se ne andava in anticipo: un qualcosa metabolizzato nel tempo da tutti, quasi invocato, alla fine. In fondo era una delle mille tradizioni della Pergolaia, un mondo a parte».  Era una persona viva, il notaio, «intelligente, ondivaga nel modo di approcciarsi agli altri, ma con quell'affettuosità e cortesia di fondo che lo rendevano unico. Si faceva volere bene, Antonio. Noi gli volevamo bene. Ciao, notaio».

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