Gioco
Il pierre e il caso divampato su Facebook
«La festa non era nazi scusate per le foto»
Roy Lepore
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LIDO. «Non volevo offendere nessuno e, per questo, chiedo scusa a tutti per lo spiacevole equivoco che posso avere provocato con foto riferite all'epoca nazista». Carlos Arocena, 31 anni, argentino, da 20 anni emigrato a Viareggio con la famiglia, non credeva che mandando su Facebook le foto scattate da un suo amico nella discoteca «Studio 1» potessero generare proteste, da chi non ha gradito i simboli nazisti, che erano mostrati in alcune foto, presenti sulla rete. «Premetto che, su 400 foto che ho inserito, solo cinque sono quelle che mostrano questi simboli, che sono il primo a non condividere. Prima che venissero mostrate sul giornale, lunedì sera, appena le ho viste, le ho tolte immediatamente dalla rete, ma evidentemente qualcuno l'ha inviate al giornale, prima che potessi rimediare allo spiacevole equivoco». Non si è trattato, quindi, di una festa a indirizzo politico? «Niente affatto, anche perchè c'erano ragazzi che avevano tatuaggi che raffiguiravano cuori, altri con scritte che nulla hanno a che vedere con la politica. E' stato un equivoco, per rendersi conto che tipo di feste organizziamo basta venire anche questo fine settimana, quando ne è prevista un'altra. D'ora in poi controllerò tutte le foto che metto nella rete. Mi dispiace se ho provocato questo equivoco e, ripeto, chiedo scusa a tutti. Nel locale, sabato sera c'erano due gruppi «Skizzo Skizzo», che si presentano proponendo la «S» stilizzata, e un altro gruppo gli «So Sixties», e le scritte che sono comparse delle «SS+SS=festa» stavano a significare le inziali dei due gruppi. Se poi tra i presenti c'era qualcuno, che si è tatuato qualche simbolo nazista, è un fatto isolato, ma ripeto ancora una volta, la festa non aveva alcun riferimento politico. Sono il primo a condannare questi simboli».
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