Il dolore
POLO NAUTICO
Cima: diamo la mensa ad Asp
D.F.
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VIAREGGIO. «Il sindaco non poteva chiedere all'Agenzia del demanio di fermare la richiesta di frazionamento inviata da Polo nautico ed inoltrata dall'ufficio demanio del Comune. Avrebbe commesso un abuso d'ufficio». Antonio Cima, assessore al porto, si schiera al fianco dei propri dipendenti: «Bene ha fatto Lunardini a scegliere la strada della richiesta di incontro con l'Agenzia». Sul piazzale di Polo nautico, insieme a Cima, i consiglieri della commissione ambiente e territorio (presieduta da Alessandro Bolognesi) ed il presidente della commissione attività produttive, Eugenio Vassalle. E la funzionaria dell'ufficio demanio, Patrizia Lippi. Che rincara la dose: «Mandare la pratica all'Agenzia era per noi un atto dovuto». Cima è deciso a chiudere in fretta quella che definisce «una bella grana». Così le ragioni dell'ufficio demanio sembrano prevalere su tutto il resto: la mensa è indicata sulle carte - sintetizza Lippi - e dunque il Polo nautico è in regola. Poco importa se, entrando nei locali che a tale scopo dovrebbero essere adibiti, colpiscono sporcizia e abbandono. Tanto evidenti che la Asl ha inviato all'azienda la prescrizione di non utilizzare la sala finché non sia messa a norma. E lo stesso Comune - annuncia Cima - «ha dato a Polo Nautico quindici giorni di tempo per sistemarla». Perché lo spazio recuperato è l'offerta che Cima vorrebbe mettere sul tavolo per convincere Fiom e Cgil: «Se il problema è la gestione, gliela risolviamo con Asp», butta lì Cima. Peccato che per recuperare l'impianto dismesso servano 700mila euro. Che Polo Nautico vorrebbe far spendere ai possibili gestori senza assicurare un ritorno certo in termini di pasti consumabili. Per il resto - rassicurano Cima e Lippi - è tutto in regola. Il piazzale «ad uso plurimo» risulta disponibile a tutti dalle «verifiche bimestrali che il Comune fa». Ed il Piano di ristrutturazione «è stato inviato al ministero e archiviato: il 90% è stato fatto, il resto non è realizzabile». Mentre la commissione è sul piazzale, negli uffici si tratta: «La cassaintegrazione Fipa - annuncia Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia - termina venerdì. Una boccata d'ossigeno per i prossimi sei-sette mesi».
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