Sicurezza
Alla fine la Galleria del Libro ha chiuso
Corrado Benzio
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Accanto lingresso della Galleria del libro Sotto, linterno della Libreria Mondadori Graziella Pasquinucci non parla: è finita la battaglia contro l'emporio Mondadori
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VIAREGGIO. Chiuso per inventario c'è scritto a pennarello su un foglio bianco. Tutte le vetrine sono tappate da questi grandi fogli bianchi e dietro si intravedono scaffali semivuoti e libri a terra. La Galleria del Libro ha chiuso i battenti così, senza un ultimo grido di dolore, senza un lamento, potremmo quasi scrivere. Graziella Pasquinucci, titolare della libreria, non intende parlare e rimanda a tempi migliori. Per colpa di una concorrenza agguerrita. La libreria frequentata da Cesare Garboli lascia il posto a non si sa ancora cosa. Forse una nuova libreria (non sarebbe del tutto escluso) o forse un ennesimo negozio di abbigliamento. La concorrenza con il vicino emporio della Mondadori aperto dentro il Margherita - come prevedeva Pasquinucci e tanti viareggini che si sono schierati con lei - non ha permesso alla Galleria di resistere più di tanto. Con la chiusura se ne va un altro baluardo di cultura e buon gusto della Passeggiata. Dove si poteva comprare le riviste internazionali di nautica, ma anche - è roba degli ultimi tempi - i quotidiani rumeni. La conferma di essere comunque al passo con i tempi, visto che l'imprenditoria rumena è sempre più presente in Versilia. Se ne va la libreria cara a Garboli ma frequentata anche da Giorgio Forattini. In realtà è inutile fare i nomi di chi è passato da questo spicchio di Passeggiata. Pensando solo ai viareggini, scrittore Pietro Ghilarducci a Graziano Maffei. L'avvocato ma anche scrittore e romanziere aveva scritto per il nostro giornale anche un accorato appello perchè il Comune difendesse la Galleria del Libro. E non si tratta di dare la colpa a questa o quella giunta. Perchè i guai della Galleria iniziano comunque sotto il regno di Marcucci, anche se la chiusura arriva regnante Lunardini. D'altra parte - a proposito di cultura - questa giunta ha sulla coscienza (si fa per dire) la chiusura del cinema Centrale. Il Centrale, la Galleria del Libro (qualcuno non dimentica l'Hop Frog gestione Marcuccetti): erano questi piccoli luoghi dove si tramandava una città viva dal punto di vista culturale. Vivi perchè - qui sta il punto - gestiti da privati. Ai quali non si poteva mai imputare il menefreghismo o la protervia che spesso ha il pubblico. Viareggio ha altri cinema e altre librerie. Ma anche questi sono minacciati da un mercato che li esclude e da un pubblico (nel senso di enti) che non sa difenderli. Il mercato ha le sue leggi - indubbiamente - ma il mercato può comunque essere governato. Per attività come una libreria, un cinema, anche uno storico caffè, sarebbe il caso che il Comune immaginasse un piano di agevolazioni fiscali. Soprattutto l'amministrazione dovrebbe iniziare a pensare seriamente alla Paseggiata, prima che tutto finisca. Dopo la Galleria del Libro toccherà ai cinema? E dei caffè storici cosa resterà? Lo scrivemmo già anni fa. Oggi sulla Passeggiata e sul lungomare di Viareggio non è più aperto un locale citato dalle guide gastronomiche (con la bella eccezione del ristorante del Principe di Piemonte, l'hotel non il bagno). Fino a 10 anni fa i locali migliori - come logica indicherebbe in un luogo turistico - erano in Passeggiata: dal vecchio Tito di Sergio Biagini al Montecatini dei Niccoli, dal Patriarca di Enzo Brocchini al Margherita gestione Giusti. E lasciamo perdere nomi storici come Fappani. Chiude la Galleria del Libro e finora se ne sono accorti solo i suoi clienti che da ieri stanno chiamando allarmati. E qualcuno pone un altro problema. Dalle vetrine agli scaffali, fino al soppalco, la bianca Galleria del libro come la conosciamo noi è stata disegnata da Gae Aulenti, ovvero uno dei più grandi architetti europei (suo il museo d'Orsay, dove la Francia ospita gli impressionisti). Sarebbe il caso che quel design, quel negozio veramente d'autore, venisse in qualche modo salvato.
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