Sicurezza
Via Ficalucci, tutti sapevano
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Limprenditore Giuseppe Coluccini tra gli imputati del maxi processo in svolgimento al tribunale di Lucca Smentiti i testimoni, Maffei chiede la calunnia
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LUCCA. «Chiedo di procedere per il reato di calunnia continuata». Graziano Maffei, difensore di Giuliano Baldini, interviene in aula nel corso dell'inell'interrogatorio di Monica Da Prato, all'epoca dello scandalo, segretario nello studio del geometra Ferrari (peraltro imputato). La signora Da Prato - recentemente candidata alle elezioni nel Pd - ha smontato un altro dei capisaldi dell'accusa sulla vicenda dei terreni di via Ficalucci. Due proprietari dei terreni (Bertozzi e Bazzichi) hanno sempre sostenuto di avere venduto le loro proprietà ai soliti noti (Mallegni padre & c.) perchè ignoravano che il Comune aveva messo in vendita il lotto intercluso di proprietà pubblica. Ma Monica Da Prato - il cui studio aveva seguito tutta la pratica - ha affermato che i due proprietari immobiliari sapevano perchè aveva ricevuto la lettera raccomandata inviata dal Comune di Pietrasanta. Secondo l'accusa l'operazione via Ficalucci a Marina avrebbe reso circa un milione di euro con la realizzazione di alcune villette. A quel punto l'avvocato Maffei ha dichiarato che quella testimonianza bastava ampiamente per procedere contro i due testimoni (e presunti danneggiati) che avevano dichiarato ben altro. Insomma una giornata di udienza che, ad occhio e croce, si è svolta tutta a favore della difesa. Sui testi a discarico, del resto, la pubblica accusa non ha avuto niente da obbiettare, nè è mai intervenuta nel contradditorio. Anche nella testimonianza di Luciano Borzonasca, agente immobiliare ma anche a lungo consigliere comunale dell'allora Ds. Borzonasca ha seguito la vendita dei terreni del comparto 51 (quello della rta) dalla Futura ai Mosca, fratelli imprenditori di Milano. Borzonasca ricorda che quella parte di terreno è stata venduta per 3 milioni e mezzo di euro. Per la Procura su quei terreni la Futura avrebbe lucrato una discreta plusvalenza. Non solo, cedendo le quote della società e non i terreni, avrebbe anche tentato di aggirare la legge per il pagamento delle tasse sulla plusvalenza immobiliare (e sono botte non da poco). Ma la testimonianza di Borzonasca non ha creato grandi emozioni, anche perchè l'attesa era tutta per l'ex vicesindaco Marco Marchi. Dalla cui testimonianza è emerso un particolare interessante: «Che il Comune di Pietrasanta, giunta Mallegni, aveva bloccato ogni nuova previsione per rta. Nel timore che diventassero mini-appartamenti». Ma se questo era il pericolo paventato dalla giunta (evidente, vedi il caso di Grosseto, Montignoso e Massa), questo era anche il lucro (i miniappartamenti) che si sarebbe nascosto dietro la previsione del comparto 51.
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