Il Tirreno

Versilia

Più costume che satira nei carri piccoli

Simone Pierotti
<b>HOMO...QUO VADIS.</b> di Emilio Cinquini
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HOMO...QUO VADIS. di Emilio Cinquini

Il "duro" di Bossi della Francioni e il mostro tecnologico dei fratelli Cinquini

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 VIAREGGIO. Satira politica e di costume. Caricature di personaggi celebri. Ma anche la natura devastata dalla furia dell'uomo, le profezie dei Maya sulla fine del mondo e persino un carro «osé». Nei carri di seconda categoria sembrerebbero esserci argomenti decisamente per tutti i gusti.  L'erba di casa mia di Jacopo Allegrucci. Immaginate che lo scenario politico italiano sia come un verde prato popolato da insetti: le mantidi religiose, che si accoppiano e si amano per poi uccidersi, rappresentano le coalizioni di governo degli ultimi anni. L'opposizione non poteva che essere raffigurataa da un grillo, bravo solo a svolazzare da un fiore all'altro senza mai fermarsi. E le formiche? Sono il popolo italiano che lavora alacremente per mandare avanti l'Italia.  Homo...quo vadis? di Emilio Cinquini. Il carro, il cui titolo richiama da vicino un celebre romanzo storico di Henryk Sienkiewicz, s'interroga sulla condizione dell'uomo moderno, evolutosi nel corso del tempo in vari campi del sapere e proiettato verso il futuro nelle vesti di creatura biomeccanica, altamente tecnologica. Dietro incombe una scenografia ispirata all'arte dei Maya che hanno profetizzato per il 2012 la fine del mondo.  La bestia di Umberto e Stefano Cinquini. Satira di costume, anche piuttosto forte, per i campioni in carica dei carri piccoli: al centro della scena un mostro tecnologico, composto da parabole satellitari, telefoni cellulari e diavolerie moderne, capace di obnubilare le menti umane.  Una vera e propria bestia tecnologica guidata dai giornalisti Bruno Vespa ed Emilio Fede. E intanto i maiali, simbolo dei vari poteri, continuano a banchettare indisturbati.  Sogno d'amore di Eleonora Francioni. Eccolo il carro «osé» parzialmente modificato rispetto al progetto originario: una costruzione dedicata all'amore in tutte le sue forme, anche quello tra persone dello stesso sesso. Un quadro romantico nel quale trovano posto Umberto Bossi e la sua millantata virilità, Giuseppe Garibaldi e Nichi Vendola, qui simbolo dell'amore libero e senza pregiudizi.  Così gira il mondo di Luciano Tomei. Un mondo, quello moderno, che gira oramai attorno a valori di dubbia moralità, simboleggiati dagli emblemi del potere politico ed economico, ovvero il denaro ed il petrolio. Al centro del carro un gigantesco volto sezionato in tre parti diversi - il mondo di oggi - che cambia continuamente la propria espressione da triste a felice e viceversa, in un moto perpetuo.  Razze in via d'estinzione di Enrico Vannucci. La costruzione si occupa della capacità dell'uomo di portare tutto alla distruzione della natura e delle sue preziose risorse. Soprattutto, gli animali vengono uccisi per gli scopi più futili, gli stessi che portano a disboscare le foreste.  La fauna e la flora costantemente sotto la minaccia umana sono qui rappresentate da una tigre e da alcune piante variopinte.  

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