Il dolore
Troppi negozi, Aurelia pericolosa
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Il traffico in entrata e uscita sullAurelia Segnaletica provvisoria a vita: incidenti a raffica
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PIETRASANTA. L'ultimo episodio, ovviamente al negativo, risale a pochi giorni fa: un auto che esce dal centro della Mattonaia per immettersi sull'Aurelia, una bicicletta che procede lungo la ciclopista rasente la stessa uscita e poi lo scontro. Fortunatamente, per il malcapitato sui pedali, soltanto escoriazioni ed imprecazioni, ululate contro tutto e tutti e, poi, una soluzione amichevole, senza chiamare l'intervento dei vigili. Prassi, tragica prassi di un corridoio viario, che nel breve raggio di 600 metri porta in dote 3 aree commerciali ed un'altra di prossima apertura, il terminal bus, una ciclopista più che mai virtuale, una segnaletica provvisoria da un decennio ed una sicurezza a saldo da sempre. Negozi e uffici. Il transito sulla via Aurelia, in direzione nord-sud, una volta superata la Coop è intervallato da aree a destinazione commerciale-direzionale; c'è la Mattonaia, con uffici, negozi, bar e ambulatori, ad immediato ridosso c'è il nuovo centro dell'ex area Favilla, dove a breve inaugureranno i 1200 mq di Trony e, ancora, spazi adibiti ad uffici e punti vendita. Il tempo di risalire di 200 metri l'Aurelia, e si profila la sede del supermercato Dico e, ancora, Aci e Agenzia delle Entrate. Subito dopo la Conad, con i mille rivoli commerciali di supporto. Troppo di tutto. Ognuno di questi spazi ha il suo accesso diretto sulla ciclopista - o quello che resta di una ciclopista - e, soprattutto, sull'Aurelia. Non esistono rotatorie, in zona, per alleggerire la mole del transito dei mezzi e la loro velocità, non ci sono lampeggianti, né segnaletiche di entrata ed uscita su carreggiata. Non c'è niente. Molta improvvisazione, quella sì e molti incidenti. Spesso, là dove non ci sono conseguenze più serie, formalizzati con la constatazione amichevole. Ciclopista. Una striscia gialla su strada e vai. Ecco la ciclopista in terra di Pietrasanta. Chi va a pedalare lungo questo risiko di tratto di Aurelia, mette da tempo in conto ogni genere di pericolo: auto che, per sorpassare, invadono lo spazio adibito alle biciclette, mezzi che si immettono dalle aree commerciali, come detto, senza prestare attenzione all'eventuale arrivo del ciclista, camion che procedono a velocità sostenuta e che ti passano accanto spostandoti quasi di peso. Un consiglio? Meglio lasciare la bici a casa, in particolare nelle ore di punta - mattino alle 8, le 12, le 17 e minuti successivi. Senza dimenticare l'illuminazione, che sempre in alcuni tratti è ai minimi sindacali. Conad. «In questi ultimi ho purtroppo assistito a due incidenti mortali, uno proprio davanti al mio negozio. Ma gli incidenti, oramai, sono all'ordine del giorno, o quasi. In molti casi finisce tutto per il meglio, chi si è scontrato risolve con la constatazione amichevole, ma ne sono certo, non andrà sempre così. Vogliamo aspettare un altro morto per fare qualcosa?» - chiede Fiorenzo Aliverti, ex ciclista professionista e titolare di un punto vendita di bici davanti alla Conad. Ed è proprio la viabilità intorno alla Conad il nodo della questione. «La curva di immissione all'area commerciale andava raccordata: oggi la visualità - continua Aliverti - sia in entrata, che in uscita, è scarsa. Le auto che procedono lungo la via Aurelia, sempre a velocità oltre il consentito, vedono solo all'ultimo entrare ed uscire i mezzi, e viceversa. Risultato. Tamponamenti in serie. La segnaletica sulla carreggiata è ancora oggi, a distanza di anni dal completamento della Conad, provvisoria e praticamente, oramai, invisibile. Soluzioni? Una rotatoria nei pressi della zona della Madonnina, una raccordatura viaria, sottoforma di terza corsia, sull'Aurelia, l'allargamento della sede di entrata ed uscita dei mezzi dalla Conad, un autovelox ed una maggiore presenza di vigili e forze dell'ordine. Oggi le auto solitamente si immettono sull'Aurelia da un accesso, dove sarebbe solamente consentito l'ingresso e non l'uscita. E ancora: strisce pedonali, chi attraversa oggi l'Aurelia lo fa a suo rischio e pericolo, la tombatura di un fosso, lato Viareggio, in modo da consentire al pedone di muoversi con più tranquillità e, al tempo stesso, così facendo, si coprirebbero i tubi di gas e acqua, sempre presenti nel fosso, al momento a cielo aperto. Da anni faccio la spola in Comune per chiedere un minimo di sicurezza, ma non c'è risposta e non si capisce mai di chi è la competenza di certi lavori. E adesso, con l'apertura del nuovo centro commerciale, la situazione non potrà che peggiorare. Speriamo bene».
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