Sicurezza
Fogne, in mille non sono allacciati
Marco Pomella
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DEPURATORE. Una vasca dellimpianto di Massarosa Controlli incrociati con Gaia e un questionario: poi le multe salate
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MASSAROSA. Formerebbero quasi un esercito. Sono davvero tante le famiglie di Massarosa, che non hanno ancora un allaccio alla fognatura e, quindi, hanno il pozzo nero a perdere da vuotare periodicamente. Sono più di 3.600 edifici non allacciati alla rete fognaria. E ancor più grave è che, almeno 1.000 di loro, avrebbero tutta la possibilità di farlo. E se questa fosse una gara a chi rispetta meno l'ambiente, la maglia nera spetterebbe sicuramente a Piano di Mommio, dove si trova il 40% dei mancati allacci. Per loro, però, è finita la pacchia. Il sindaco Franco Mungai sulla scrivania ha due grosse pile di fogli, sui quali sono nomi e indirizzi di chi, dopo un controllo incrociato con Gaia, non risulta allacciato alla fognatura. «Risultano allacciati all'impianto idrico - spiega il sindaco - ma non a quello di fognatura». Sono in tutto 3.600 nomi, 3.600 edifici. Bisogna però considerare che alcune zone del territorio (ad esempio le frazioni di Bargecchia e Corsanico) non sono provviste del servizio. Lì le fogne non arrivano proprio. Ma anche scremando questi edifici ne restano ancora altri mille. Quelli, insomma, che potrebbero, ma proprio non vogliono allacciarsi alla fognatura. Per questi ultimi, il sindaco ha pronta una letterina, con un questionario allegato. Si inviterà l'utente (entro 20 giorni) a rispondere ad alcune semplici domande. Essenzialmente ad una: perché non sei allacciato alla fognatura? «Il cittadino potrà dire che ha fatto richiesta, ma ancora non ha ottenuto l'intervento, che l'allaccio è registrato a nome di altri, che si metterà in regola già dal giorno dopo. In tutti questi casi mi riterrò soddisfatto. A chi non risponde, o a chi non si mette subito in regola, manderò i controlli della Municipale». E a quel punto non si scherza più: la multa prevista va da 600 a 6.000 euro. Più l'obbligo, comunque, di effettuare l'allaccio. Questa lotta (a differenza di quelle avviate dall'amministrazione Mungai per il controllo dei redditi Isee, delle case popolari e per il recupero di Ici e Tarsu) non poterà neanche un soldo nelle casse comunali. «Al massimo i cittadini dovranno pagare la tassa di depurazione a Gaia», dice il sindaco. Ma è una questione di rispetto ambientale e di decoro. Chi non scarica nelle fognature, dove lo fa? Nei canali, nei fossi. Acque che poi si riversano nel lago di Massaciuccoli, alimentandone l'inquinamento. «Non è possibile che in estate - dice Mungai - si attraversino delle frazioni con un inconfondibile odore di fondo. E' anche una questione di igiene». I casi di mancato allaccio, del resto, sono sparsi un po' per tutto il territorio. Anche se una preoccupante concentrazione (almeno il 40% dei 1.000, secondo il sindaco) si troverebbe a Piano di Mommio. I controlli non si fermano qui. Il prossimo passo sarà «la verifica di quelli che hanno le fognature nere allacciate in quelle bianche», annuncia il sindaco.
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