Italia
Riabilitazione torna a Seravezza
Luca Cinotti
◗
SANITÀ. Battaglia e lex ospedale All'ex ospedale terapie per gli abitanti della Versilia nord
3 MINUTI DI LETTURA
SERAVEZZA. Sembra quasi di riannodare un filo e ripercorrerlo all'indietro, fino a circa dieci anni fa. Quando, prima dell'entrata in servizio del "Versilia", il reparto di riabilitazione diretto dal professor Alessandro Battaglia era appannaggio dell'ospedale di Seravezza. Oggi parte di quel reparto torna ad abitare le stanze del Campana: una scelta quasi "imposta" dalla grande richiesta di servizi di riabilitazione che arriva della Versilia nord. Al momento l'offerta è spalmata su tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì). Ma presto si dovrebbe arrivare a una copertura di sei giorni, dal lunedì al sabato. «Grazie a questo progetto, curato con la collaborazione del Comune e del dottor Fabio Michelotti - spiega Battaglia - siamo in grado di trattare pazienti affetti da disabilità neurologiche (ictus, parkinson), ortopediche (post-interventi e post-fratture) e dolorose». Ai ritmi attuali gli operatori dell'Asl riescono a garantire il trattamento di otto persone al giorno. Pazienti che arrivano non solo dal territorio del comune di Seravezza, ma anche dalla montagna dello stazzemese: che, finora, dovevano sobbarcarsi poco agevoli viaggi al Versilia. «Così saremo in grado di ridurre anche i costi dei trasporti sanitari, che stanno "esplodendo"» spiega Enrico Salvatori, direttore della società della salute. E, visto che siamo in tema di riduzioni, con i nuovi servizi si spera di "accorciare" anche i tempi di attesa per chi ha bisogno di queste terapie. «Il servizio rimane comunque centralizzato - spiega Battaglia, che a Seravezza ha lavorato per tutti gli anni Novanta -: vale a dire, quando il paziente che abita nella Versilia nord va a prenotare il trattamento, automaticamente l'operatore gli proporrà di essere seguito a Seravezza». Fatta salva, ovviamente, la possibilità per l'assistito di rivolgersi altrove. Il ritorno della riabilitazione al Campana, comunque, è solo un capitolo in un percorso in movimento. «Abbiamo preso l'impegno a considerare le richieste che ci saranno - spiega il vicesindaco Roberta Lombardi - e a modulare su di queste l'offerta, per quanto possibile». Perché - inutile nasconderlo - da tenere di conto ci sono le difficoltà nei budget. Anche l'operazione-riabilitazione è stata fatta in "isorisorse": vale a dire senza spendere un euro in più di quanto disponibile al reparto. Novità anche per gli altri servizi che dovranno arrivare al Campana. «Ho parlato con il direttore generale Giancarlo Sassoli - spiega Lombardi - dell'oculistica, molto attesa nella nostra zona. Il pezzo della "lampada a fessura" che si era rotto nel trasporto dovrebbe arrivare a giorni». Qualche problema in più, invece, per l'ecografia: «L'Estav non ha ancora concluso la gara per il macchinario che volevamo. Ora cercheremo di capire i tempi», puntualizza Salvatori. Intanto, si cerca anche di lavorare per aumentare l'offerta della ginecologia, per ora ferma a tre giorni al mese: «Non bastano assolutamente», dice Lombardi. Una situazione in evoluzione, dunque, che il sindaco Ettore Neri vede da un punto di vista più ampio: «C'è, in tutto questo, anche un valore socieconomico, innescato dal "giro" che questa struttura porta. Una struttura che, non scordiamolo, nel 2001 era solo un palazzo vuoto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
