Il Tirreno

Versilia

Dopo la strage, la vita Ibi Ayad avrà il primo figlio

Ibi Ayad con la foto del fratello
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Ibi Ayad con la foto del fratello

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VIAREGGIO. Ibitzen Ayad, 22 anni, unica superstite della famiglia marocchina sterminata dall'esplosione del treno a ridosso di via Ponchielli il 29 giugno 2009, è incinta. Diventerà mamma di un maschietto al quale, d'accordo con il marito Hicham Mehbi, darà il nome di Mohamed, come il padre, e Hamza come il fratello di soli diciassette anni strappati alla vita dal fuoco e dal gas.  Le nozze celebrate nel settembre del 2009 a villa Borbone, perché la forza della vita tornasse nuovamente a sostenerla dopo l'orrore. Poi un primo tentativo di concepire, finito male. E oggi la felicità senza pari del pancione al quinto mese di gravidanza.  Nonostante la tragedia, ora che è cittadina italiana a tutti gli effetti, ha deciso di rimanere a vivere a Viareggio dove era arrivata dal Marocco, ragazzina, insieme alla madre e al fratello per raggiungere il padre. Nell'esplosione del treno, oltre a Mohamed e Hamza, Ibi ha perso anche la madre Aziza e la sorellina di appena quattro anni, Iman, uno dei tre bambini le cui giovanissime vite sono state spezzate per sempre dall'orrore di quella maledetta notte.  Ibi, diventata grande troppo in fretta in un anno e mezzo appena, vive la sua seconda vita. Dalle braccia della famiglia di origine, spazzata via insieme ai sogni della sua fanciullezza, a quelle del giovanissimo marito e del piccolino che nascerà tra qualche mese.  «Sono felice e spero che tutto vada bene - dice -. Desidero però che venga fatta giustizia per quello che è accaduto quella notte maledetta in via Ponchielli, che non dimenticheremo mai».  Diventata uno dei simboli del disastro ferroviario che ha spezzato 32 vite, disseminando la città di feriti e distruzione, Ibi Ayad è stata per molti mesi sostenuta dai tanti che hanno voluto farle sentire il proprio calore, in una vera e propria gara di solidarietà fatta di molti piccoli grandi gesti rimasti nell'ombra, affinché la giovane marocchina non crollasse davanti all'assurda scomparsa della propria famiglia.  Dopo il matrimonio i riflettori si sono un po' spenti e i due ragazzi hanno piano piano iniziato il nuovo cammino insieme.  A marzo saranno in tre. Mohamed Hamza nascerà all'ospedale Versilia e diventerà davvero il simbolo della faticosa rinascita, non solo della sua famiglia ma di tutti coloro che ancora cercano pace per il dramma vissuto.

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