Il Tirreno

Versilia

Gli studenti occupano il liceo

Alessandro Bartolini
<b>SCUOLA. </b>Il liceo Michelangelo
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SCUOLA. Il liceo Michelangelo

Prima dell'assemblea anche un assalto di ragazzi incappucciati

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 FORTE. Giornata di tensione al liceo scientifico "Michelangelo". A partire dalla mattina, quando - verso le 6,30 - un gruppo di studenti incappucciati si sono introdotti all'interno dell'edificio di via Buonarroti, con l'intento di occuparlo.  «Mi trovavo nel mio ufficio e ho visto spuntare un gruppo di ragazzi con il volto coperto - racconta la preside Filomena La Pietra - Mi sono spaventata moltissimo, ma gli studenti, sorpresi della mia presenza, si sono subito dati alla fuga».  Le forze dell'ordine, che da lunedì hanno aumentato i controlli davanti alla scuola, sono riuscite a prendere il nominativo di uno dei ragazzi, contro il quale non sono esclusi provvedimenti, sia scolastici, sia penali; l'accusa più probabile è scasso.  Clima teso. Da almeno una settimana il clima all'interno del "Michelangelo" è incandescente; gli studenti pretendevano un'assemblea d'istituto per eleggere i propri rappresentanti, ma l'autorizzazione non veniva concessa dalla preside.  Proprio a causa di questa contrapposizione fra studenti e preside, ieri mattina la tensione al liceo scientifico è salita alle stelle; dopo il fallito tentativo di occupare di buon'ora il liceo, numerosi studenti intorno alle 8, dopo aver bloccato per qualche minuto il traffico della via Michelangelo, invece di prendere parte alle lezioni, si sono riversati all'interno della palestra per improvvisare la tanto desiderata assemblea.  «Gli animi fra gli studenti erano sovraeccitati; per far smaltire la calca, che si era creata ed evitare così che la situazione degenerasse, ho concesso agli studenti la palestra per l'assemblea, anche se lo spazio non è conforme alle norme di sicurezza previste», dice la preside Filomena La Pietra, che ad ogni modo ha, da subito, cercato di mantenere un dialogo costruttivo con gli studenti.  Ottenuto lo spazio, in assemblea è partita una raccolta firme per decretare l'occupazione, che è scattata nel pomeriggio di ieri e dovrebbe terminare la prossima settimana.  «Cancello che passione». I motivi? Gli studenti del "Michelangelo", più che la riforma Gelmini, casus belli nelle altre scuole della Versilia, contestano i problemi interni al liceo.  «Ci sono seri problemi di organizzazione scolastica - afferma Shira Conti, studentessa al terzo anno - ogni mattina ci viene permesso di entrare all'interno della scuola soltanto cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. Per molti alunni, che vengono in anticipo, perché accompagnati da genitori che devono andare a lavoro, o perché vengono da fuori città e utilizzano i mezzi, significa dover stare parecchi minuti alla pioggia e al freddo».  Da parte sua la preside afferma: «Questo disagio è dovuto ai tagli fra i collaboratori scolastici. Non c'è a disposizione un organico sufficiente per garantire una pre-accoglienza dei ragazzi prima dell'inizio delle lezioni. La responsabilità dei ragazzi - continua la preside - una volta che sono all'interno della scuola, ricade su di me e, se non c'è il personale sufficiente a garantire la loro incolumità, io non posso farli entrare prima».  Ma un'altra questione alimenta lo scontro fra la preside La Pietra e gli studenti; i ragazzi sostengono che durante l'orario scolastico le uscite d'emergenza del primo piano sono chiuse dall'interno con le catene: questo, nell'eventualità di un'evacuazione della scuola potrebbe comportare seri rischi. La preside, dal canto suo, smentisce.  Genitori arrabbiati. Intanto, una ventina di genitori si sono già attivati per dare vita ad un comitato, che impedisca l'occupazione, per permettere così agli studenti che non appoggiano questa forma di protesta - per la verità molti - di seguire il regolare svolgimento delle lezioni.  Contro questa forma di protesta, la preside La Pietra non esclude che ci possa essere una denuncia formale per interruzione di pubblico servizio.

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