Il Tirreno

Versilia

Francia "vietata" per la mamma di Daniele: «Se vado rischio l'arresto»

Claudio Vecoli
<b>LO ZIO.</b> Marco Antignano
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LO ZIO. Marco Antignano

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 VIAREGGIO. Non potrà tornare in Francia - come invece avrebbe voluto - per far venire alla luce la verità sulla morte del figlio. Perché, dopo l'episodio della contestazione di fronte al carcere di Grasse e l'arresto con successivo rilascio, la direzione del penitenziario francese ha deciso di denunciare Cira Antignano. «E adesso - rivela la mamma di Daniele Franceschi - se vado in Francia rischio di finire in carcere».  Una vicenda che ha del paradossale. «All'inizio di novembre - continua - sarei dovuta recarmi a Grasse per parlare con il magistrato che si occupa della morte di mio figlio. Ora però non potrò più farlo per non rischiare di finire a mia volta in galera. È incredibile: a sessantasei anni, dopo tutto quello che mi hanno fatto passare, mi trattano come fossi una ricercata. È l'ennesimo affronto che mi fanno.»  La sua battaglia per ottenere la verità sul figlio, Cira Antignano è tuttavia decisa a combatterla dall'Italia. «Non mi arrenderò: continuerò a lottare con tutte le mie forze». Anche se ieri mattina, lo stress per l'attesa dei risultati dell'autopsia le ha giocato un brutto scherzo e quelle forze le sono venute a mancare. Così, colta da malore, si è dovuta recare a casa.  La madre di Daniele non è convinta neppure dei risultati dell'autopsia eseguita ieri all'ospedale Versilia dal professor Varetto. «Il perito ha fatto il suo lavoro ma il naso di Daniele è rotto, e questa cosa non mi torna». Poi conclude: «Rimango del mio parere. Dicono che Daniele è morto d'infarto. Ma se è così perché gli hanno portato via tutti gli organi. E poi, perché rimpatriare il corpo in cattive condizioni di conservazione, tanto che ora i nostri medici legali hanno difficoltà a fare le loro valutazioni?». ALTRO SERVIZIO A PAG. 15

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