Finanza
Secondo la Procura avrebbero realizzato una truffa da 230mila euro
Vendono una casa pignorata Marito e moglie a processo
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TRUFFA. Lesterno e laula del Tribunale di Viareggio dove si è aperto il processo ai coniugi 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Avevano trovato la casa dei loro sogni: in campagna, con un grande giardino. E avevano anche già versato i soldi per la promessa di vendita e il preliminare: in tutto 230mila euro. Ma la brutta sorpresa era in agguato: su quella casa, infatti, gravava un pignoramento. Così alla malcapitata coppia viareggina non è rimasto che sporgere denuncia contro marito e moglie, capezzanesi, che quella casa l'avevano messa in vendita: Mario D'Onofrio e Marta Bianchini sono stati quindi accusati dalla Procura di Lucca di truffa aggravata. Il processo ai coniugi si è aperto ieri di fronte al giudice monocratico Gerardo Boragine. A cadere in quello che - secondo la procura - fu un vero e proprio tranello sono stati David Cerri e la moglie Barbara Transitano, che si sono costituiti parte civile. Secondo il racconto dell'uomo, i due avevano da poco venduto un'abitazione a Torre del Lago ed erano in cerca di una nuova sistemazione. E, per caso, passando in giorno in una strada di Capezzano Pianore, si imbatterono in una casa che avevano già "adocchiato" in un'agenzia immobiliare. Caso volle che, proprio di fronte, abitavano D'Onforio e Bianchini, proprietari della villetta. Giusto il tempo di qualche incontro e l'accordo fu presto siglato: «Versammo 10mila euro al momento della promessa d'acquisto - ha raccontato Cerri - e altri 220mila quando siglammo il preliminare». Cifre importanti, depositate con assegni, che garantirono anche uno sconto sul prezzo della compravendita. «Si era instaurato fra di noi un clima di grande fiducia», ha spiegato la parte civile. I sospetti cominciarono a materializzarsi quando - secondo il racconto di Cerri - D'Onofrio cominciò a temporeggiare per la stipula del contratto definitivo. Alla fine gli acquirenti si decisero a svolgere qualche "indagine" più approfondita, scoprendo così che sull'abitazione gravava un pignoramento per una cifra di circa 50mila euro. Il proseguimento dell'istruttoria, stabilito per l'udienza del 16 febbraio, dovrà stabilire, fra l'altro, il reale grado di coinvolgimento della Bianchini nella vicenda. Secondo quanto risulta dagli atti, e dalle testimonianze di ieri, infatti, la casa era intestata a D'Onofrio. Così come le richieste per l'ampliamento depositate presso gli uffici del Comune.
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