Gioco
Annullata la rassegna gastronomica legata alla fiera di S.Martino
Luca Basile
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FIERA S.MARTINO. Un banco con specialità gastronomiche della Versilia alla fiera dello scorso anno nel centro storicoSimone Andreano: «Troppi ristoranti in centro e tanti con un offerta simile tra di loro. Rischio omologazione»
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PIETRASANTA. Titoli di coda sul «Menù di S.Martino», la rassegna culinaria a firma dei ristoranti del centro storico cittadino. Il 13 e il 14 novembre prossimo, all'interno delle mura cittadine, saranno di fatto protagonisti i soli espositori, provenienti da diverse regioni italiane, chiamati a proporre degustazioni di vario genere. Niente menù a tema, quindi e niente proposte concertate. «Siamo partiti in ritardo e non c'erano le premesse per fare un buon lavoro. Detto questo ho riscontrato anche uno scarso entusiasmo da parte degli addetti ai lavori. Meglio, quindi, rinunciare e concentrarci su altro: ad esempio il Menù di san Biagio e ancora le manifestazioni collaterali al Wine Art», spiega Simone Andreano, titolare de Il Posto, fra i più impegnati ad allestire e promuovere iniziative nel contesto 'Cenatown'. «A dire il vero il San Martino del 2009 non fu, a livello di presenze e riscontri, fra i più entusiasmanti: diciamo è il San Biagio il nostro vero riferimento.. E infatti nei prossimi giorni mi incontrerò con il nuovo referente dell'ufficio turismo comunale per cominciare a lavorare ad un progetto che da sempre piace alla clientela ed interessa a tutti i ristoratori», precisa Andreano che poi dice la sua sul proliferare di proposte gastronomiche nel centro storico. «Siamo, probabilmente, ad un punto di non ritorno: oltre questa soglia numerica diventa difficile andare. E non è il sottoscritto a dirlo, ma gli stessi clienti, perché di fronte a tanta offerta sembrano disorientati. Senza dimenticare che il lavoro, in momenti difficile come questi, non sempre è uguale, bisogna accontentarsi e non è che le presenze aumentano ogni anno, anche se per quanto riguarda l'estate scorsa, non possiamo di certo lamentarci». Il rischio di un'eccessiva omologazione è però, sempre a detta di Andreano, decisamente concreto. «Molti ristoranti, per come allestiscono i tavoli e si presentano ai clienti, sono uguali fra loro. Diciamo che l'Enoteca di Marcucci ha lanciato uno stile, un modo di proporsi che ha fatto scuola, ma di Enoteca ce n'è una sola. E l'omologazione, a mio modesto avviso, alla lunga, non fa bene alla nostra realtà culinaria che comunque resta di assoluto livello». Andreano non nega i disagi della convivenza fra ristoratori e residenti del centro cittadino. «In certi giorni della settimana o periodi dell'anno, i problemi ci sono: anche per questo diventa difficile accogliere, in uno spazio comunque non ampio, altri ristoranti».
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