Il Tirreno

Versilia

«Via Ficalucci, il Comune ci guadagnò»

Luca Cinotti
<b>INCHIESTA.</b> A sinistra: le villette costruite sull&#146;area di via Ficalucci
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INCHIESTA. A sinistra: le villette costruite sull’area di via Ficalucci

Un consulente della difesa: prezzo di vendita superiore a quello di mercato

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 PIETRASANTA. Non ci fu alcun danno per l'amministrazione pubblica in seguito alla vendita del terreno "intercluso" di via Ficalucci, uno dei luoghi-simbolo dell'inchiesta sulla corruzione a Pietrasanta per il quale è a processo, tra gli altri, l'ex sindaco Massimo Mallegni.  A sostenerlo davanti al collegio del Tribunale di Lucca è stato Primo Polacci, di professione agente immobiliare e sentito in veste di consulente della difesa di Giuseppe Coluccini, uno degli imputati che per il caso di via Ficalucci sono a giudizio con l'accusa di corruzione, falso e truffa (gli altri sono Massimo e Mario Mallegni, Franco e Marco Fantechi, Euro Bolognesi, Gabriele Ferrari, Maria Maddalena Galeotti e Antonio Benedetti).  Polacci ha messo a confronto gli atti di vendita dei vari appezzamenti che componevano il lotto di via Ficalucci.  In particolare, sono stati presi in esame i prezzi dei tre lotti venduti dalle famiglie Bertozzi e Bazzichi alle società Immobiliare Euro e Futura srl. In totale le aziende sborsarono 290.505 euro, per mettersi in portafoglio 1.425 metri quadri di terreno, alla media di 203 euro al metro quadro.  «Per quegli anni (siamo all'inizio del 2002, ndr) - ha detto Polacci - sono prezzi in linea con i valori di mercato».  Diversa la situazione quando si passa al terreno di proprietà comunale: il "lotto intercluso" necessario per completare il comparto edificatorio che la giunta Mallegni mise in vendita con una gara riservata ai confinanti che (secondo la Procura) fu fittizia.  Alla fine anche quel terreno, di 775 metri quadrati, finì in testa alle due società immobiliari, riconducibili a Mario Mallegni, a Coluccini e ai Fantechi: era stato firmato in precedenza, infatti, il diritto di subentro con Umberto Bazzichi, che si era aggiudicato l'area. Il prezzo del passaggio di mano toccò quota 320mila euro: vale a dire 413 euro e rotti al metro quadro.  «Si tratta di una cifra superiore a quella dei valori di mercato - ha detto Polacci -. Posso valutare che siamo sopra di circa il 30-35%».  Insomma, secondo le difese non ci sarebbe stato alcun "pregiudizio" per gli interessi del Comune che, anzi, da quella compravendita avrebbe guadagnato oltre i prezzi di mercato.  Una versione corroborata anche dalla testimonianza del geometra Mazzucchi che, su incarico dell'allora segretario generale del comune Carlo Ferrari, redasse la stima di vendita del terreno: «Per farlo andai a sentire le agenzie immobiliari. E non ho assolutamente ricevuto sollecitazioni e lusinghe da alcun personaggio, né interno né esterno al Comune».  Il processo è stato aggiornato all'udienza del 25 ottobre, dove dovrebbero cominciare le testimonianze relative ai progetti urbanistici sul comparto 51.  

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