Il dolore
Passeggiata. Ecco i canoni in vigore. Affittuari preoccupati per ulteriori aumenti
Il rebus concessioni
Donatella Francesconi
Proroga possibile per quelle comunali già disdette
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VIAREGGIO. Quanto costa affittare un fondo o un locale in Passeggiata? Il conto è presto fatto, spiegano gli operatori commerciali che non sono proprietari delle mura in cui esercitano l'attività: se si tratta di superfici entro i 50 metri quadrati basta moltiplicare per dieci il canone di concessione che il proprietario paga al Comune; altrimenti la moltiplicazione deve essere fatta per sei o per sette. Così va il mercato. Le concessioni comunali sono in scadenza (a dicembre) e l'amministrazione ha già provveduto a inviare le disdette. Chi lavora in affitto teme nuovi aumenti, legati a quelli che il Comune deciderà per le concessioni. Per avere il quadro della situazione basta esaminare la tabella dei canoni concessori dell'anno in corso. Per un pubblico esercizio a due piani che non superino entrambi i 100 metri quadrati si pagano 100,07 € a metro quadrato sull'area coperta. L'area scoperta asservita all'attività invece ha una concessione di 29,43 euro. I cinema/teatro che premono sul Comune per ottenere il cambio di destinazione d'uso e chiudere le transazioni in essere con i possibili acquirenti (grandi marchi della moda per tutte le tasche, come "Zara") versano al Comune questi canoni: 26,49 euro per le aree coperte per ciascun piano fino a 100 metri quadri; 20,62 euro per aree con la stessa tipologia ma da 101 a 200 metri quadri; 14,74 euro da 201 a 500 mq; 11,78 oltre i 500 mq. Dicembre è vicino ma il mondo della Passeggiata è in fibrillazione perché la questione del rinnovo del capitolato è ancora in fase di definizione da parte degli uffici e dell'amministrazione comunale. Che sta approntando - spiega Alice Valchera, funzionario responsabile dell'ufficio patrimonio e concessioni comunali - il nuovo capitolato «da portare all'approvazione del consiglio comunale». Le modifiche contenute dal testo «sono in parte quelle necessarie - spiega ancora Valchera - per l'adeguamento alle nuove norme sopravvenute dal 1999, data del capitolato esistente, ad oggi». Se vi saranno, continua la funzionaria, «altre modifiche di rilievo saranno quelle legate alla direttiva europea, la famosa Bolkestein». Nelle scorse settimane è circolata la voce che l'amministrazione comunale ed i suoi uffici riterrebbero la direttiva Bolkestein applicabile anche all'ambito del demanio comunale oltre che a quello statale: «In realtà - precisa Valchera - stiamo lavorando per cercare un'interpretazione che ci consenta di proseguire nella stessa direzione di sempre, che è quella della salvaguardia dei concessionari». È aperto un confronto a più voci «con tutte le competenze comunali, ufficio legale compreso, per arrivare a interpretare la nuova normativa». Con un occhio anche alla Regione, «chiamata per quanto riguarda il commercio ad una nuova legge che tenga conto del recepimento da parte dell'Italia della direttiva comunitaria» e un altro alle scelte che faranno gli altri Comuni italiani alle prese con gli stessi nodi da sciogliere. «Dobbiamo capire - è la sintesi del lavoro in corso - se riusciremo ad approvare il capitolato e stipulare di conseguenza i nuovi contratti, oppure se dovremo andare ad una proroga».
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