Attenzione
«Il centro di Querceta sta morendo»
Simone Tonini
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IL GIGANTE VUOTO. Ledificio costruito tra via Federigi e via Don Minzoni: i commercianti rinfacciano al Comune una progettazione portata avanti senza alcun confronto L'allarme dei negozianti: le scelte del Comune ci emarginano
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QUERCETA. «Non possiamo più aspettare». Hanno fretta, i commercianti di Querceta. E paura: paura di essere considerati i "parenti poveri" di Seravezza. Ma non nascondono anche i timori legati alla "rivoluzione" annunciata la scorsa settimana dal sindaco Ettore Neri. Per questo chiedono di partecipare attivamente alle scelte sul futuro del paese. E domani sera per analizzare quanto è stato detto, avanzando le loro proposte alla giunta e al sindaco venerdì mattina. «Vogliamo capire quali scelte saranno fatte per Querceta - dice il presidente dei commercianti, Simone Vietina - perché non possiamo più aspettare. Il centro di Querceta si è impoverito progressivamente. La decentralizzazione di infrastrutture e di servizi (per esempio la Casa dei Giovani), come della viabilità, l'eliminazione dei parcheggi, le perequazioni che porteranno insediamenti abitativi e grande distribuzione non porteranno niente di buono per tutte le attività commerciali di Querceta. Vogliamo conoscere le intenzioni dell'amministrazione che si pone alla guida del comune anche per i prossimi anni: dal momento che tutti noi abbiamo affitti da pagare, spese da sostenere, vogliamo sapere di che morte dovremo morire». Anche la recente apertura dell'Eurospin lungo via Alpi Apuane non ha aiutato. «Se qualcuno in centro a Querceta era in difficoltà, poi ha chiuso: è il caso di una macelleria o del Despar. Coincidenze, forse, ma così è stato. Vorremmo che l'amministrazione ci renda partecipi dei progetti. Ad esempio, il concorso di idee per il centro di Querceta non dovrebbe svolgersi solo con i professionisti ma anche con tutti coloro che ci vivono o hanno attività nella frazione. Anche le decisioni per strutture come quella su via Don Minzoni, potevano essere annunciate e discusse, dato che vi apriranno fondi commerciali, così come eliminare le scuole per mettere Polizia Municipale e Protezione Civile non va a vantaggio delle attività del centro». Critiche anche sulle sagre (contrade ma non solo): «Sono troppe, andrebbero concentrate in un mese per consentire lo svolgimento, in estate, di iniziative nel centro di Querceta». Secondo i commercianti, quindi, Querceta andrebbe considerata come un centro commerciale naturale, un luogo non tanto di passeggio ma uno spazio dove la gente di reca per svolgere le attività quotidiane. «Con le scelte adottate negli anni, invece, l'effetto è stato opposto: allontanare le persone dal centro per spostare il baricentro altrove. Proporremo all'amministrazione di ascoltare i nostri suggerimenti: a Querceta ci sono attività aperte da 40 anni che temono, da qui poco di dover chiudere i battenti». I commercianti vorrebbero il senso unico in via F.lli Rosselli, così da aumentare il numero degli stalli; evitare l'apertura di nuovi centri commerciali; regolamentare le sagre («in estate molti bar e ristoranti dopo le 20 chiudono»). Ma, soprattutto, essere ascoltati.
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