Finanza
È guerra tra Mallegni e il Comune
Luca Basile
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EX SINDACO. Massimo Mallegni L'ex sindaco ricorre contro l'ordinanza emessa dopo il sequestro al Mondial
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PIETRASANTA. Fra l'ex sindaco Massimo Mallegni ed il Comune di Pietrasanta niente lieto fine, dopo una decade di attività amministrativa, ma solo un duro contenzioso a colpi di carte bollate. Questo, perché Mallegni e i suoi avvocati, nei giorni scorsi, hanno presentato al Tar un ricorso contro un'ordinanza amministrativa, firmata dagli uffici di Palazzo. L'atto amministrativo, che porta la data del 24 settembre scorso, ha come oggetto il «non utilizzo dei locali per attività produttiva e ingiunzione di rimozione e ripristino dello stato del luoghi». Un'ordinanza che si lega ed è conseguenza del sequestro del centro benessere dell'Hotel Mondial - di cui Mallegni è uno dei proprietari - disposto, il 4 agosto scorso, dalla Procura della Repubblica. Sequestro, su cui, sempre di recente, si è espresso anche il Tribunale del riesame che, nella sostanza, ha confermato la liceità del provvedimento. Mallegni, però, in questa fase, non punta l'indice contro i sigilli della Procura, ma, come detto, mette nel mirino l'operato dei referenti degli uffici e lo fa contestando i dettami e i contenuti dell'ordinanza comunale (che avrebbe riferimenti, sia di natura edilizia che commerciale, ndr.), chiedendo l'immediata sospensione della stessa. E anticipando un nuovo fronte, quello della richiesta dei danni. «Non ho alcun commento da fare. Il ricorso? Ripeto, il sottoscritto non ha niente da dire, inutile, insistere» - è il commento, che più laconico non si può, di Mallegni. Analogo silenzio dal palazzo comunale, con il sindaco Domenico Lombardi, che si limita a precisare che la questione «era ed è di competenza degli uffici preposti». Per un contenzioso che, a questo punto, non riguarda più solo il settore dell'urbanistica, ma anche quello degli affari legali, visto che della questione si dibatterà in tempi brevi al Tar e, allora, urge immediata una memoria difensiva in merito, da parte del Comune. L'ipotesi di reato, contestata a suo tempo dalla Procura, era quella dell'abuso edilizio: i locali, che si trovano nel seminterrato dell'albergo, sempre secondo la Procura, dovevano, infatti, essere utilizzati come sede di lavanderia e ripostiglio e non per accogliere una spa, con piscina, docce emozionali, idromassaggio. Senza dimenticare che, a detta degli inquirenti, lo spazio oggetto di lavori è tuttora sottoposto al vincolo paesaggistico. Da qui il sequestro preventivo di 300 metri quadrati d'area, che comprendono anche una sala conferenze. Nel frattempo, il Mondial ha continuato regolarmente la sua attività alberghiera: ovviamente, a scartamento ridotto, a detta di Mallegni. Da qui, il ricorso al Tar, con annessa causa per danni.
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