Il Tirreno

Versilia

De Santi rilancia «Il Principe diventi la casa del cinema»

Matteo Tuccini
<strong>PREMIATI.</strong> Maurizio Scaparro con Amanda Sandrelli
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PREMIATI. Maurizio Scaparro con Amanda Sandrelli

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VIAREGGIO. Trasformare il Principe di Piemonte in una sorta di Palazzo del cinema. Con degli accorgimenti tecnici che permettano di gustarsi le proiezioni dei film in maniera adeguata, e non con i difetti audio e video registrati quest'anno (e che hanno fatto storcere il naso a qualche spettatore).  A lanciare la provocazione, a poche ore dalla conclusione di Viareggio EuropaCinema 2010, è il professor Pier Marco De Santi, direttore artistico del festival. L'obiettivo, neanche tanto nascosto, è mettere il dito nella piaga: cioè l'idea del Comune di cedere il centro congressi Principe. «Qui stiamo decollando - dice il direttore - ci sono tanti soggetti che vogliono diventare nostri partner. Sarebbe un errore cambiare marcia». Uno dei prossimi progetti, non confermato, sarebbe il coinvolgimento di Cinecittà. I numeri. De Santi si proclama «più che soddisfatto di come è andato il festival appena concluso, viste le tantissime presenze e l'impatto con la città». E cita alcune cifre.  «L'affluenza media nelle due sale è stata di 500 spettatori a pellicola, con punte di 800 - dice - quello che ci fa più piacere è che abbiamo visto molti giovani. Da questo punto di vista, considero vincente l'idea di coinvolgere gli studenti universitari, a scapito magari di qualche ospitata illustre della critica cinematografica e della stampa. Ottimo anche l'apporto di pubblico da parte di Viareggio e della Versilia». E ancora: per le mattinate dedicate alle scuole De Santi parla di «2mila presenze complessive. Benissimo anche il nostro portale, che ha stabilito un record di 140mila contatti». Punti critici. Non sono mancati, ovviamente, i difetti. Uno su tutti la scarsa qualità delle proiezioni nella sala Puccini e nella sala Tobino del centro congressi.  «È indubbio che sia l'acustica che la definizione della pellicola non erano buone - afferma De Santi - difficile dar torto all'appassionato che si aspetta molto da noi, e che resta deluso da questi problemi tecnici. Credo che per offrire una qualità adeguata a un festival di primo livello servano delle migliorie. Per esempio, installando un sistema Dolby stereo nelle sale. A questo proposito, abbiamo già contattato l'Anicagis, che ha fatto un sopralluogo. Non sarebbe male, tra l'altro, avere un impianto digitale, che dà grandi opportunità tecniche, come ad esempio una proiezione in contemporanea ad altri festival».  De Santi, però, avverte: «Questi lavori sarebbero inutili se il Principe venisse destinato ad altro uso. Io penso che con una struttura del genere, in un contesto simile, si possa pensare di creare un vero Palazzo del cinema, come negli anni Trenta. Del resto, questa architettura è la stessa del Centro sperimentale di cinematografia di Venezia. Ma è il Comune che deve darci delle rassicurazioni». Un chiaro riferimento al progetto di vendita della struttura da parte dell'amministrazione comunale. «I nomi? Servono soldi». Un altro aspetto su cui bisognerà lavorare già da subito è la questione dei "nomi". Per ogni festival che si rispetti servono ospiti di richiamo. «Sono d'accordo - dice De Santi - ma, senza girarci intorno, ospiti di lusso significano più spese. Io per primo voglio trasformare la Passeggiata in una piccola Croisette, ma per portarci attori e attrici del red carpet bisogna avere a disposizione un altro tipo di budget».  Nel frattempo il lavoro continua. E così la ricerca di partner per l'edizione 2011. Tra i possibili amici spunta un nome eccellente: Cinecittà. Un gigante che potrebbe affiancarsi a EuropaCinema.

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di Redazione web