Sicurezza
«Noi, Viareggio e il Carnevale»
Claudio Vecoli
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UN RICONOSCIMENTO TUTTO TOSCANO. Vittorio e Paolo Taviani mentre ricevono il premio del Tirreno I Taviani: «Il nostro primo film doveva essere ambientato qui»
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VIAREGGIO. Il primo film di Paolo e Vittorio Taviani doveva essere ambientato interamente a Viareggio. A svelarlo sono stati i due fratelli-registi durante la conferenza stampa in occasione del premio EuropaCinema che - insieme ad un riconoscimento del nostro giornale - è stato loro consegnato ieri nel corso della serata di gala del festival. «Quando siamo partiti alla volta di Roma per tentare la strada del cinema, avevamo con noi il soggetto di un film che si svolgeva per intero proprio a Viareggio. Era una storia drammatica di un padre e un figlio che iniziava in estate fra sdraie e ombrelloni e si chiudeva sulla spiaggia deserta d'inverno. Il film non ce lo hanno mai fatto girare, ma noi siamo sempre stati affezionati a quella storia». Quello del primo soggetto ambientato in città non è l'unico aneddoto che lega i Taviani a Viareggio. C'è infatti uno dei film più celebri dei due fratelli di San Miniato - Good mornig Babilonia con Vincent Spano e Greta Scacchi (1987) - che è stato realizzato grazie anche ai carristi del Carnevale di Viareggio. «Dovevamo ricostruire una Hollywood in miniatura negli studi cinematografici di Tirrenia - raccontano Paolo e Vittorio - e cercavamo una soluzione tecnica. Ci presentarono alcuni costruttori del Carnevale di Viareggio e dobbiamo dire che realizzarono un lavoro eccezionale. Non solo furono eccellenti esecutori, ma ci aiutarono anche nel trovare soluzioni tecniche. La cosa che più ci colpì fu il tram che compare nel film: era perfetto. E funzionava davvero...» Poi aggiungono: «A condurre il tram era proprio uno dei carristi viareggini (Vincenzo Lazzari, il popolare «pisello», ndr). Era talmente simpatico che non solo lo si vede nella pellicola, ma gli abbiamo fatto anche pronunciare qualche battuta». Più personale, invece, il ricordo di Paolo Taviani legato al Carnevale di Viareggio «regalato» nel corso dell'incontro del mattino con il pubblico. «Io ero il più piccolo di casa ed ero dunque il più bistrattato. Un giorno, quando eravamo poco più che bambini, vedo arrivare Vittorio e mia sorella con un gigantesco sorriso sospetto che mi accompagnano da un amico di San Miniato e si allontanano. Poco dopo li vedo andar via in macchina insieme a mamma e papà. Ebbene, zitti zitti erano andati al Carnevale di Viareggio e mi avevano lasciato a San Miniato. Ecco, da quel giorno io ho sempre abbinato il vostro Carnevale a questo brutto sgarbo...»
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