Sicurezza
Giocava al lotto col denaro dei clienti
Claudio Vecoli
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TASSE & GIOCO. La targhetta allingresso dello studio. A destra: una giocata al SuperEnalotto Falso commercialista utilizzava i soldi delle tasse per tentare la fortuna
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VIAREGGIO. Con i soldi con cui avrebbe dovuto pagare le tasse dei clienti in realtà giocava al SuperEnalotto. E non i classici pochi spiccioli per tentare la fortuna. Dal 2005 ad oggi ha infatti speso al gioco soldi non suoi per almeno 114mila euro. Ma la polizia teme che in realtà la cifra sia destinata a lievitare ancora. Adesso, però, la fortuna sembra aver definitivamente voltato le spalle a Norberto Dell'Amico, 43 anni, originario di Massa ma residente a Massarosa e studio professionale di consulente del lavoro in via Vespucci a Viareggio. Dopo aver ricostruito tutto il passaggio di denaro, gli uomini del commissariato di Viareggio hanno infatti denunciato il professionista per appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione (Dell'Amico non è infatti iscritto né all'ordine dei commercialisti né a quello dei ragionieri) ed hanno posto sotto sequestro il suo studio. E in questa brutta storia è finito anche un funzionario dell'Agenzia delle entrate di Viareggio che - dietro versamento di un lauto compenso (tremila euro) - si sarebbe offerto di «aggiustare» le cose e che è stato così indagato per tentata concussione. La vicenda, come detto, inizia nel 2005, quando Norberto Dell'Amico, consulente del lavoro per una cinquantina di piccole e medie aziende artigiane viareggine, comincia a non versare i soldi che i clienti gli danno per pagare le tasse. Il denaro che riceve dai clienti per Iva, Irpef o Irap viene infatti dirottato sul gioco. Lotto e SuperEnalotto, in primo luogo (sono state sequestrate decine e decine di matrici di sistemi). Ma anche per altri giochi più o meno d'azzardo. All'inizio nessuno, fra i clienti messi di mezzo, si è mai accorto di nulla. E così i mancati versamenti sono andati avanti per anni. Poi, alcuni mesi fa, l'Agenzia delle Entrate ha cominciato a contestare ai clienti le prime irregolarità. E il bubbone è fragorosamente esploso. Tre, al momento, i clienti che hanno sporto denuncia alla polizia nei confronti del consulente del lavoro. La situazione più critica è senza dubbio quella del titolare di una ditta di idraulica a cui sono stati contestati ammanchi all'erario per 83mila euro (a cui vanno poi aggiunte le sanzioni per gli omessi versamenti). Gli altri finiti nei guai sono invece due piccoli artigiani che si sono ritrovati conti da saldare con lo Stato da 15mila e 16mila euro. Ma la polizia teme che anche altri clienti del consulente del lavoro possano essere stati raggirati e che dunque la cifra complessiva possa essere più elevata di quella accertata fino ad oggi. La vicenda, poi, ha coinvolto anche un funzionario dell'Agenzia delle entrate di Viareggio. Quando l'idraulico ha chiesto conto al suo consulente del lavoro di quanto stava accadendo, Dell'Amico avrebbe cercato di convincere il cliente a versare tremila euro al dipendente statale per l'aiuto fornito nel cercare di «aggiustare» in qualche modo la pratica. Anche se la somma non è mai stata pagata, sia il consulente del lavoro che il funzionario dell'Agenzia delle Entrate (di quest'ultimo non sono state rese note le generalità) sono stati indagati per tentata concussione in concorso. L'ultimo reato di cui Norberto Dell'Amico è accusato - la più lieve, in realtà - è quella di esercizio abusivo della professione. Pur non essendo iscritto né all'albo dei dottori commercialisti che a quello dei ragionieri, il consulente del lavoro esercitava di fatto anche la professione di commercialista. «Le indagini a questo punto sono concluse», ha spiegato Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio. E per evitare che, in attesa del rinvio a giudizio e dell'eventuale successivo processo, il consulente del lavoro possa reiterare il reato, è stato disposto anche il sequestro dello studio al numero 289 di via Vespucci.
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