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Massaciuccoli così ammalato che sono sparite le rane

Massaciuccoli così ammalato che sono sparite le rane

Nel Massaciuccoli non ci sono più le rane. E' la fine di un lago così tanto eutrofizzato da vedere scomparsa degli anfibi

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VIAREGGIO. Nel Massaciuccoli non ci sono più le rane. Una frase sola, per raccontare la fine di un lago tanto eutrofizzato che «la scadente qualità delle acque ha determinato la scomparsa degli anfibi». È scritto nella relazione dell'Asl Versilia datata 16 settembre 2010. La stessa nella quale si legge che sulla salute del lago «è stata avviata un'indagine dalla Procura di Lucca, tutt'ora in corso». «Se uno passeggia sul lago non si sente male.

La situazione attuale non è peggiore degli anni passati». Franco Mungai, sindaco di Massarosa, lo tiene a precisare. Ma Asl e Arpat tengono dritta la barra dell'allarme rosso per le condizioni in cui versa il Massaciuccoli e le conseguenze che ne derivano. «È difficile dire se vi sia un trend di miglioramento o peggioramento», ha spiegato Marco Pellegrini, responsabile Arpat di Lucca: «Certo è che la situazione non si risolve se non si risolvono le cause che la generano». La microcistina è arrivata sul lago da una decina d'anni. Da maggio a ottobre "fiorisce" e colora l'acqua di un bel verde intenso formando, nei momenti di maggiore diffusione, una "pellicola" sulla superficie.

Pesci e crostacei non subiscono danni dalla presenza dell'alga. Ma l'uomo, mangiandoli, si intossica. Animali ed essere umani, se contaminati dalla microcistina, possono accusare irritazioni cutanee, problemi respiratori, diarrea. Per gli animali, soprattutto per quelli che frequentano con i loro padroni le acque del lago, «l'esposizione cronica o subcronica alle tossine favorisce l'insorgenza di tumori». Inoltre - continua la relazione della Asl - «i cani che si bagnano in acque contaminate possono accumulare le tossine sul pelo e l'intossicazione acuta può verificarsi a seguito del leccamento del pelo. Si deve inoltre tenere presente i rischi per gli animali selvatici, soprattutto uccelli migratori». Nell'uomo - ha spiegato ieri il dottor Goffredo Guglielmone, del servizio veterinario Asl - «non vi sono evidenze di tumori» anche se è stata segnalata a livello mondiale «l'esigenza di ulteriori studi per la definizione di un limite accettabile per il rischio di carcinogenesi».

Alla domanda se sia mai stato avviato uno studio sulla salute di chi vive e lavora lungo le sponde del lago (che tocca i comuni di Viareggio, Massarosa e Vecchiano) i tecnici della Asl hanno risposto negativamente. Ma Stefano Pieroni, responsabile del servizio igiene pubblica dell'Asl Versilia, ha annunciato l'intenzione di avviare un monitoraggio «degli sportivi che frequentano il lago». Lo farà l'ambulatorio di medicina dello sport, con un occhio di riguardo ai più giovani tra gli appassionati di canoa, kayak, windsurf e vela i cui genitori - spiega Francesco Furlanetto, del Circolo canoa kayak di Massarosa - sono molti preoccupati. E dal canto suo il dottor Guglielmone lancia un appello: «Sarebbe opportuno poter fare analisi sugli animali morti in zona lago.

È difficile poterne disporre, invitiamo chi li trova a farsi avanti». Il sindaco di Massarosa, con quello di Viareggio Luca Lunardini, hanno annunciato che riuniranno a breve i propri consigli comunali insieme a quello di Vecchiano e con tutti gli altri enti competenti. Compresa l'Autorità di bacino del Serchio, il cui presidente Raffello Nardi era a Roma per sollecitare il via libera dei ministeri competenti al progetto per portare al lago l'acqua del Serchio.

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