Il Tirreno

Versilia

La Dogana ispeziona il litorale

Luca Basile
Uno scorcio del lungomare di Marina
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Uno scorcio del lungomare di Marina

Locali, distributori, agenzie immobiliari nel mirino dei controlli

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 MARINA. Campi da tennis, agenzie immobiliari, pista di pattinaggio, locali, distributori di benzina. Ma anche reti da pallavolo, pali, tende: tutto nel mirino dell'Agenzia della Dogana marittima che ha avviato una serie di controlli mirati su litorale e spiaggia di Marina.  Controlli che avrebbero già accomunato, in questa fase iniziale, già una decina di concessionari, chiamati a rispondere della presenza o meno, fra le documentazioni di rito in possesso, di quell'autorizzazione doganale che là dove risulta mancante, è motivo di pesante sanzione pecuniaria. «Facciamo chiarezza - premette il presidente dell'Associazione balneari Francesco Belli -: come area doganale, quindi soggetta al controllo dell'Agenzia di riferimento, si intende quello spazio compreso fra la linea del lungomare fino alla riva. In questa sede, là dove sono presenti beni o strutture, serve appunto un'autorizzazione, proprio perché la Dogana è chiamata ad applicare una legge - articolo 19-374, ndr - che riguarda un criterio ben definito: quello dell'accessibilità al mare e ancora della sua visibilità».  In sostanza è vietato eseguire costruzioni ed altre opere di ogni specie, sia provvisorie sia permanenti, nei pressi della linea doganale e nel mare territoriale, e ancora spostare o modificare le opere esistenti, senza l'autorizzazione del direttore della circoscrizione doganale. «E qui si arriva al nodo della questione - rilancia Belli -perché chiedere al concessionario di esibire le autorizzazioni in questione e non al Comune che è poi il legittimo proprietario di beni come pista da pattinaggio, agenzie, campi da tennis, che si ritrovano nella fascia doganale? Non dimentichiamo - chiosa Belli - che la mancanza di autorizzazione è motivo di una sanzione commisurata al valore del bene contestato. Non proprio spiccioli, quindi. Visto il contesto è giusto investire del problema anche l'amministrazione comunale».

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