Il Tirreno

Versilia

«Dieci euro per essere accolto»

L.B.
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PELLEGRINO. Un’immagine del viaggiatore ungherese Gabor

La richiesta di un convento al pellegrino Gabor

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 PIETRASANTA. E' una vita che "Gabor", 62 enne ungherese, gira il mondo, prima in bicicletta, poi a piedi, per un eterno pellegrinaggio alla ricerca del proprio momento di preghiera.  Del resto quando, in 30 anni, hai accumulato 200 mila km in bicicletta e oltre 4000 km a piedi, puoi ben dire che per te la gente, le tradizioni, le differenti culture, hanno davvero pochi segreti. Eppure, ancora dopo così tanta strada, Gabor, di passaggio in questi giorni nella nostra città, ha ancora la forza di stupirsi, «ciò che scopri, camminando e conoscendo la gente, ha del meraviglioso», ma anche di amareggiarsi.  «Noi pellegrini seguiamo una mappa: è quella che ci indica, dove possiamo trovare un tetto per essere accolti. Sempre più spesso, però, negli ultimi tempi, questi luoghi, o sono oramai chiusi, o ancora ti chiedono denaro per fermarti. Non dovunque, sia chiaro, però capita. Ad esempio - dice Gabor - in Versilia un convento di suore, per accogliermi, ha chiesto 10 euro. Per molti, 10 euro sono spiccioli, ma per il sottoscritto, che vive delle offerte e che non ha neanche più la pensione da ex militare di 120 euro, è un importo significativo. Ecco, ci sono rimasto male, perché io ho dedicato la mia vita al pellegrinaggio e alla preghiera».  «Per questo mio ultimo viaggio - precisa Gabor - sono partito, mesi fa, dall'Ungheria, per poi passare attraverso Austria, Germania, Francia, poi Italia, a Torino, e adesso la Versilia; fra 3 settimane, se la salute mi sorregge, arriverò in Vaticano. Poi risalirò, sempre a piedi, il vostro paese, passando dall'Adriatico per tornare in Austria, dove mi fermerò per qualche mese, durante la stagione invernale».  A fargli da scorta, ha una gamba malandata, Gabor si muove con un bastone, ma anche con una grande forza di volontà. «Sono stato al Circolo Polare Artico, in Finlandia e in mille altri posti; non mi spaventa una mancata accoglienza, ma temo che andando avanti, per noi pellegrini, sarà sempre più complicata. Ad ogni modo, ho un solo pensiero fisso in testa: tornare in Vaticano. E pregare. Perché questa è la mia vita e la mia casa, da tempo oramai, è il mondo. E continuerò a camminare - conclude Gabro - fino a quando mi sarà possibile».

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