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IN CONSIGLIO

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IN CONSIGLIO Si parla di parcheggi  CAMAIORE. Un consiglio comunale di Camaiore per discutere e sviscerare cifre e incassi dei parcheggi a pagamento. Lo annuncia il sindaco, a seguito della richiesta avanzata mesi fa dall'opposizione consiliare. Bertola dice «he non si poteva parlare di bilanci prima del 2010. Il piano della sosta è diventato operativo per gradi. E solo dal gennaio 2010 è entrato a regime, come numero di stalli e orari e tariffe. Solo ora abbiamo un quadro preciso». Sindaco e giunta, prima di prendere la decisione (di non costituirsi parte civile) per il processo "Affari Sporchi", ha dato mandato all'avvocato Francesco Esposito Ziello e ad un suo consulente di fare "le pulci" ai conti della Pontile Project. «Hanno incrociato i dati dei bilanci delle società che gestiscono la sosta a pagamento - spiega Bertola - con le strisciate dei ticket dei parcometri. Ora che abbiamo un quadro preciso chiederò io stesso la convocazione di un consiglio comunale ad hoc. Saranno presenti i tecnici della Pontile e i nostri consulenti legali e finanziari. Sarà l'occasione per mostrare i bilanci e chiarire i dettagli dell'operazione». LIBRO Romanzo in vernacolo  CAMAIORE. "Erin passati i primi du' giorni del mese d'ottobre del 1958 e a Metato, piccolo borghetto camaiorese, vivea un'umile famiglia contadina, di velle alla bona, che pensa sempre a lavorà per portà sul taulino un pezzo di pane pe' sfamassi...". E' l'incipit di "Una storia d'altri tempi", ultima fatica letteraria dello storico Luca Santini. Un simpatico romanzetto scritto in vernacolo camaiorese; un racconto che narra le vicende, ricche di momenti di pura comicità locale, di due umili contadini di Metato, proiettati nella città di Roma. Ambientato nel 1958, in un clima di grande serenità con l'affacciarsi delle prime rivoluzioni tecnologiche, il libro descrive le avventure dei due metatini alle prese con un mondo nuovo e per loro sconosciuto, ma affascinante. «Si parla anche di politica dice l'autore - ma quella "buona", quando si cercava di dare una mano a chi ne aveva bisogno, al massimo in cambio di qualche voto in più. E' scritto completamente in vernacolo camaiorese, un modo di parlare che si avvicina molto al massarosese e al viareggino e non si discosta molto dalla parlata della Versilia nord. Un vernacolo, che affonda le sue origini nel lontano Trecento, come dimostrano le ricerche archivistiche».

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