Il Tirreno

Versilia

«I confini del Parco non si toccano»

Donatella Francesconi
Lunardi con il sindaco
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Lunardi con il sindaco

Il presidente Lunardi ai locali: spero in un segnale di ravvedimento

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 TORRE DEL LAGO. «Non parteciperò mai ad un confronto che abbia tra gli argomenti la modifica dei confini del Parco e le nuove licenze per i locali. Così come non mi confronto con chi ha già pronta la betoniera». Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente Parco, risponde così alla "guerra" dei locali. Decisi a mettere la parola fine al tira e molla con l'amministrazione comunale su rumori e orari. Ed indicando come soluzione per quadrare il cerchio escludere le due Marine dal territorio tutelato dal Parco.  «Io non intendo seguire la strada delle contrapposizioni», continua Lunardi, «ma sarebbe un errore proseguire su questa strada. Che porterebbe inevitabilmente ad una rottura di equilibri faticosamente costruiti. Per questo spero proprio in un ravvedimento».  Anche perché - il presidente lo ricorda con forza - «le Marine di Torre del Lago e di Viareggio sono state inserite tra i Siti di importanza comunitaria su proposta del Governo Berlusconi e dell'allora ministro dell'ambiente, Matteoli». Insomma, è un monito che Lunardi ripete da qualche mese quanto tratta le vicende viareggine, «anche togliendo le Marine dal Parco restano tutti i vincoli paesaggistici e della Comunità europea. Per uscire dai confini del Parco, insomma, bisognerebbe prima uscire dall'Europa...C'è davvero qualcuno che lo ritiene possibile?».  Fare scelte seguendo le sollecitazioni arrivate dai locali delle Marine - ribadisce Lunardi - «significa decidere di rompere un equilibrio con l'ambiente, la natura, con i cittadini che sul territorio vicino alle Marine vivono. Sono decisamente meravigliato della richiesta...».  Il problema delle Marine è casomai quello di «trovare un migliore equilibrio». Anche considerando, ricorda Lunardi, che la prossima estate potrebbe vedere, secondo i programmi dei proprietari, l'apertura di una vera e propria discoteca (Magazzini Mondani) in Darsena, sul Vialone dei locali.  «Vorrei ricordare inoltre - conclude Lunardi - che la stessa Regione ha confermato come i confini del Parco non si toccano. Scegliendo per l'asse di penetrazione una soluzione che lo salvaguardi».  Anche perché «le due Marine - è bene non dimenticarlo - sono risorte con il primo Piano di gestione del Parco. Quando altro non erano che un ammasso di baracche di lamiera ed eternit. Il resto del lavoro l'ha fatto il secondo Piano che è attualmente in vigore». E rispecchia la «sfida accettata»: quella tra turismo, divertimento giovanile e tutela di ambiente e paesaggio.  

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