Il Tirreno

Versilia

Via le Marine dai confini del Parco

Alcune immagini della movida notturna nei locali delle due Marine di Torre del Lago e di Viareggio (Vialone)
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Alcune immagini della movida notturna nei locali delle due Marine di Torre del Lago e di Viareggio (Vialone)

I locali vogliono un'oasi dedicata alla movida notturna dei giovani

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VIAREGGIO. Togliere dai confini del Parco la «striscia di asfalto» sulla quale si affacciano i locali delle due Marine, quella di Torre Del Lago e quella del Vialone. Rivedere poi il piano comunale dei rumori e creare così un'oasi dedicata alla movida notturna. Una zona votata a quel turismo che vuole andare a ballare a mezzanotte e vedere sorgere l'alba. «Perché nessuno pensa davvero alle esigenze dei giovani, alla loro voglia di divertimento. Nessuno poi pensa davvero che, partendo proprio dai locali dalle due Marine Viareggio, può darsi una connotazione turistica certa e capace di attirare persone, di far girare soldi, di creare occupazione. Vogliamo una Viareggio Viva e non un gigantesco dormitorio».  E Viareggio Viva è anche lo slogan che accompagna le richieste - già sponsorizzate da Confesercenti Viareggio e Toscana - formulate dai locali della Marina di Torre del Lago e del Vialone ma che in qualche modo interessano, lo ha sostenuto in una conferenza stampa Vincenzo Lardinelli, i locali della Passeggiata.  Per lanciare un modello turistico basato sulla movida notturna e il loro manifesto di intenti i locali hanno organizzato una manifestazione - Viareggio Viva, appunto - per sabato 30 ottobre. Cinque sei carri con drag queen, ragazzi e perfino un trenino speciale con su bambini, sfileranno dalle 16 in Passeggiata per arrivare a sera sotto il municipio in piazza Nieri e Paolini.  E naturalmente l'invito sta già facendo furore di adesioni su Facebook. «Vogliamo regole certe per i nostri locali, per le nostre imprese - spiegano Regina Satariano, Alessio De Giorgi, Giampaolo Paoli - nell'ultima estate abbiamo toccato il fondo dell'incertezza. Un valzer di ordinanze, multe, cambiamenti di orari, sperimentazione di pannelli anti rumore: malgrado i tentativi di mediazione del sindaco Luca Lunardini di fatto è stato il caos totale. Per evitare un'altra estate disastrosa, la prossima, eccoci qui a chiedere alle istituzioni una svolta, di mettere subito sul tappeto le questioni. Noi le idee le abbiamo chiare».  Le frecciate contro le iniziative dell'amministrazione Lunardini si sprecano ma nel mirino c'è anche il Parco accusato di frenare e ostacolare i locali. In cinque punti le richieste delle imprese: 1) il riconoscimento delle due Marine come aree a vocazione del divertimento in città; 2) ridisegnare i confini del Parco, escludendo solo i due viali dove insistono i locali. «Viali che per le loro caratteristiche poco hanno a che vedere con il resto del territorio del parco, che va ulteriormente tutelato e valorizzato»; 3) un nuovo piano comunale dei rumori; 4) premiare, attraverso l'allungamento dell'orario di chiusura e della musica, i locali che investono per abbattere le emissioni sonore; 5) concessione di un numero limitato di licenze da ballo su entrambe le Marine.  Il direttore della Confesercenti, Alessandro Cerrai, assicura che non c'è intento «polemico» contro il Parco ma più che di polemiche si potrebbe parlare di una dichiarazione di guerra. Confesercenti annuncia di portare la questione in Regione. E del resto il manifesto dei cinque punti dei locali verrà inviato a consiglieri regionali, ai parlamentari e ad altri rappresentanti istituzionali.  Parco e Comune sotto attacco, certamente non ci sarà da aspettare la marcia del 30 per innescare un dibattito sul futuro delle due Marine (ma non dimentichiamo le istanze della Passeggiata) e del turismo cittadino.

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