Ici e Tarsu: giro di vite sugli evasori
Luca Cinotti
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TARSU. Netturbino al lavoro Il Comune vuole recuperare centinaia di migliaia di euro: indetta una gara
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SERAVEZZA. Vita dura, durissima per i furbetti delle tasse. In particolare per chi non ha pagato, negli anni scorsi, la Tarsu (la tariffa sui rifiuti) e l'Ici (l'imposta sugli immobili, ormai rimasta solo per le seconde case). Il Comune proseguirà nella lotta all'evasione, lottando su due fronti: da una parte, la riscossione coatta con l'iscrizione a ruolo, dall'altro l'accertamento tributario incrociando le banche dati a sua disposizione. Si tratta di cifre importanti. Per quanto riguarda l'anno in corso, il preventivo indica un recupero dell'evasione per l'Ici di 185.245 euro. Un calo netto rispetto a quanto chiuso l'anno scorso (324mila euro), ma bisogna considerare che con l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa questa flessione è fisiologica. Tanto per dare un'idea, seppur approssimativa, i bilanci per gli anni successivi prevedono il recupero di 150mila euro nel 2011 e di 100mila euro nel 2012. Altro capitolo è quello della Tarsu, dove le cifre sono più basse. Per il recupero dei ruoli, nel 2010, 2011 e 2012 dovrebbero arrivare, rispettivamente, 25mila, 20mila e 18mila euro. Condizionale d'obbligo, visto che si parla di bilanci preventivi. Ma soprattutto visto che l'amministrazione seravezzina ha deciso di dare una "sterzata", con una recente delibera. Nella quale si prende atto, a chiare lettere, «dell'esigenza di perseverare nella lotta all'evasione fiscale mediante i controlli da effettuarsi sulle banche dati, da cui scaturiscono avvisi di accertamento Ici e Tarsu». E allora, la giunta Neri ha preso due decisioni. La prima è di continuare nell'affidamento a Equitalia del "recupero coattivo", mediante l'iscrizione a ruolo, per tutto il periodo dal 2011 al 2015. La seconda è di indire una gara per l'affidamento di tre servizi: l'accertamento tributario di Ici e Tarsu, la riscossione volontaria (cioè prima dell'iscrizione a ruolo) degli stessi tributi e, infine, l'aggiornamento della banca dati immobiliare del Comune. Un punto, quest'ultimo, particolarmente importante. Già da molti anni, infatti, Seravezza dispone di un catasto tributario e di un sistema informativo territoriale che permette l'incrocio di dati provenienti da campi diversi, a partire da quello dell'edilizia e da quello dell'anagrafe. Un compito complesso, che il Comune non può svolgere con le proprie forze; né Seravezza ha a disposizione una società ad hoc. Per questo si è resa necessaria la gara, con un costo dell'affidamento di un milione di euro per cinque anni. Soldi che saranno prelevati dal gettito arrivato con il recupero dell'evasione.
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