Il Tirreno

Versilia

Caso Franceschi. La donna picchiata dalle guardie del penitenziario: tre costole fratturate

Cira, la protesta finisce in manette

Claudio Vecoli
Cira Antignano (a destra) con il console Agostino Alciator Chiesa e la cugina Maria Grazia
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Cira Antignano (a destra) con il console Agostino Alciator Chiesa e la cugina Maria Grazia

La mamma di Daniele arrestata e poi rilasciata in Francia

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VIAREGGIO. È stata picchiata, ammanettata e portata via a forza dalla polizia francese perché ha manifestato tutto il suo dissenso contro le autorità transalpine che continuano a non voler far chiarezza sulla morte in carcere del figlio Daniele. Ed è stata rilasciata solo tre ore dopo, grazie all'intervento del consolato italiano a Nizza, con tre costole fratturate per un calcio sferratole da un agente penitenziario. Cira Antignano - la combattiva mamma dell'operaio viareggino di trentasei anni deceduto il 25 agosto scorso in circostanze ancora tutte da chiarire nel penitenziario di Grasse dove era rinchiuso da sei mesi per aver utilizzato alcune carte di credito rubate - continua a non darsi per vinta nella sua battaglia per ottenere giustizia e verità sul figlio. Così - secondo quanto riferito dall'avvocato Aldo Lasagna, legale della famiglia - ieri mattina si è presentata insieme alla cugina Maria Grazia Biagini di fronte al carcere di Grasse con alcuni cartelli nei quali si lamentava per la mancata restituzione della salma del figlio ad un mese e mezzo dalla sua morte. «Me lo avete ammazzato ancora una volta», ha scritto la donna sia in italiano che in francese.  Una forma di protesta clamorosa che evidentemente non è piaciuta agli agenti di polizia penitenziaria. «Ero andata con uno striscione per manifestare contro le bugie che hanno raccontato i francesi sulla morte di mio figlio e per chiedere di poter rivedere il corpo di Daniele, per poterlo salutare un'ultima volta prima di riportare la salma a Viareggio», ha raccontato la donna al telefono. Così Cira Antignano e la cugina Maria Grazia sono state affrontate dagli agenti che hanno tentato dapprima con le buone e poi con metodi ben più sbrigativi di far desistere le due donne dalla protesta. Maria Grazia non ha opposto resistenza. Mamma Cira, invece, ha continuato a manifestare e - sempre secondo quanto riferito dall'avvocato Lasagna - sarebbe stata ammanettata, fatta sdraiare a terra e colpita con un calcio che le ha fratturato tre costole. «Mi hanno fatta inginocchiare con un calcio sulle gambe - aggiunge la mamma di Daniele - e poi un gendarme mi ha sferrato un calcio sulla schiena con l'intenzione di farmi male».  A quel punto Cira Antignano è stata accompagnata nella gendarmeria più vicina dove è stata trattenuta in stato di fermo con l'accusa di oltraggio alle istituzioni francesi.  Di fronte a quanto accaduto, si è prontamente mosso il consolato italiano a Nizza che già in agosto aveva fornito assistenza alla donna durante i giorni immediatamente successivi alla morte del figlio. E grazie proprio all'intervento del console generale Agostino Chiesa Alciator in persona, tre ore dopo l'arresto la donna è stata liberata. Ed è potuta finalmente andare a farsi medicare in ospedale dove le è stata riscontrata la frattura delle tre costole.

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