Sicurezza
Lei 87 anni, lui 49: si sposeranno
Aronne Angelici
Il tribunale annulla la sospensione chiesta dalla nipote americana
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MASSAROSA. «Daniele, ora possiamo fare quello che ci pare». E quello che vuole Ines Orsolini, 87 anni, è appunto sposare il suo Daniele, Daniele Bernardi, 49 anni. Sì, quelle che qualcuno ha definito le “nozze del secolo” ora si possono celebrare. «Anche domani», dice Daniele, occhiali scuri per proteggere gli occhi («Troppo stress, anche se questa vicenda ha ancor più rafforzato il legame tra me e Ines», dice).
Con due sentenze - una ieri mattina, l’altra depositata il 6 ottobre scorso - il Tribunale di Lucca ha restituito a Ines, stimata ostetrica, donna di cultura amante dei viaggi e della buona musica, la piena “libertà” spazzando via l’accusa di essere pazza, incapace di intendere e di volere: una che di notte vede i fantasmi. Pazza perchè vuole sposare un uomo di quaranta anni più giovane. Con una sentenza il tribunale ha respinto l’opposizione alle nozze e con l’altra ha tolto l’amministratore di sostegno che le era stato assegnato nel corso di questa vicenda che vale un film.
Non ha bisogno di nessun aiuto la signora Ines: «è perfettamente in grado di prendere decisioni consapevoli nel proprio interesse». Può gestire come le pare il suo patrimonio (conti correnti e la villa di Massarosa per cominciare), può gestire come le pare la sua vita. E se vuole davvero sposarsi con un uomo più giovane di 40 anni lo faccia pure. Auguri.«Daniele, ora possiamo fare quello che ci pare», ha appunto detto uscendo stamani con la sentenza in pugno. E allora fiori d’arancio siano. Quando, signor Bernardi? «Dopo tutto questo clamore vogliamo un po’ di silenzio. Non siamo fenomeni da baraccone: in queste settimane ci hanno cercato tv, riviste, offrendo ponti d’oro che non ci interessano. Per questo, permettetecelo, ci sposiamo quando ci pare, dove ci pare».
Di più Bernardi, esperto di elettronica industriale (un passato alla Gifas di Pian del Quercione), un divorzio alle spalle, non vuole dire. Anzi no, un sassolino (anzi un macigno) lo vuol lanciare: «In questa vicenda sono state calunniate delle persone: il lavoro degli avvocati non finirà con queste sentenze che per noi erano scontate, anche se a questo mondo di scontato non c’è mai niente».
Un passo indietro per capire la vicenda. A giugno nell’angolo delle pubblicazioni di matrimonio, affisse all’albo pretorio di palazzo Taddei, il municipio, appare l’annuncio delle prossime nozze di Ines Bartolini e Daniele Bernardi. Lei potrebbe essere sua madre e già solo questo elemento è sufficiente per scatenare curiosità, pettegolezzi. Non di chi conosce bene i due, del legame storico tra la Orsolini e la famiglia Bernardi. Ines Orsolini è rimasta sola. Ha lavorato una vita, ha un buon patrimonio personale ma l’unica parente che le rimane è la figlia del fratello, Liana Marie Hein che vive in America. Ed è proprio la nipote a muoversi con decisione: tramite il suo legale, l’avvocato Luigi Elefante, chiede alla procura l’immediata sospensione delle nozze e denuncia il futuro sposo Daniele e la madre di lui per circonvenzione di incapace.
In sostanza, si sostiene, si tratta di un matrimonio di interesse: lo sposo vuol mettere le mani sul patrimonio di lei e lei, la Ines, non è più lucida, non è capace di intendere e di volere. La sospensione viene accolta e nel frattempo viene deciso anche di nominare un amministratore di sostegno. Ma nell’udienza del 1 ottobre la verità viene a galla, quanto meno i giudici si convincono subito che la signora Ines non né pazza né tantomeno rincoglionita. Anzi.
Persino il perito del Pm, il professor Mauro Mauri, che aveva avuto modo di parlare a lungo con la signora Ines nella caserma dei carabinieri di Massarosa certifica la sua lucidità di pensiero e il fatto che non risulta affetta da patologia mentale e che quindi «è nel pieno possesso delle sue facoltà». La stessa conclusione è stata certificata anche dal dottor Publio Menconi (medico curante della signora Ines da undici anni), dagli eminenti professori Costantino Giusti, Giuliano Parenti e anche dal professor Ubaldo Bonuccelli. La sentenza del tribunale tiene ovviamente conto dei pareri dei luminari ma anche della scioltezza della signora Ines in aula. Nessun dubbio. Cara signora, faccia pure quello che le pare: della sua vita, dei suoi affetti, dei suoi soldi.
Un matrimonio d’amore? Daniele Bernardi è secco: «Cose nostre». Ed è vero. Di certo, pare di capire anche da quanto emerso durante la battaglia legale, la signora Ines vuol trascorrere il resto della sua vita in sicurezza, con la certezza di avere sempre a fianco qualcuno di fidato, la certezza di restare nella sua casa e non, facciamo le corna, di finire un giorno in una casa di riposo. In Daniele, quel Daniele che lei ha visto crescere, ha individuato la persona giusta a cui affidare questo compito. Il matrimonio allora? Guardando alla vicenda dall’esterno appare ora chiaro che la signora Ines non si fidasse affatto della nipote d’oltreoceano e tramite il vincolo del matrimonio volesse anche far chiarezza sulla destinazione della sua eredità. Il matrimonio ha anche un aspetto pratico, consente al marito la capacità di intervento in qualsiasi situazione di bisogno. Matrimonio, dunque, accordo, se volete, per campare meglio nell’ultima stagione della vita. L’importante è che stia bene a lei, alla Ines che può - lo certifica persino un tribunale - fare quello che più le aggrada. Sposarsi a 87 anni, magari.

Con due sentenze - una ieri mattina, l’altra depositata il 6 ottobre scorso - il Tribunale di Lucca ha restituito a Ines, stimata ostetrica, donna di cultura amante dei viaggi e della buona musica, la piena “libertà” spazzando via l’accusa di essere pazza, incapace di intendere e di volere: una che di notte vede i fantasmi. Pazza perchè vuole sposare un uomo di quaranta anni più giovane. Con una sentenza il tribunale ha respinto l’opposizione alle nozze e con l’altra ha tolto l’amministratore di sostegno che le era stato assegnato nel corso di questa vicenda che vale un film.
Non ha bisogno di nessun aiuto la signora Ines: «è perfettamente in grado di prendere decisioni consapevoli nel proprio interesse». Può gestire come le pare il suo patrimonio (conti correnti e la villa di Massarosa per cominciare), può gestire come le pare la sua vita. E se vuole davvero sposarsi con un uomo più giovane di 40 anni lo faccia pure. Auguri.«Daniele, ora possiamo fare quello che ci pare», ha appunto detto uscendo stamani con la sentenza in pugno. E allora fiori d’arancio siano. Quando, signor Bernardi? «Dopo tutto questo clamore vogliamo un po’ di silenzio. Non siamo fenomeni da baraccone: in queste settimane ci hanno cercato tv, riviste, offrendo ponti d’oro che non ci interessano. Per questo, permettetecelo, ci sposiamo quando ci pare, dove ci pare».
Di più Bernardi, esperto di elettronica industriale (un passato alla Gifas di Pian del Quercione), un divorzio alle spalle, non vuole dire. Anzi no, un sassolino (anzi un macigno) lo vuol lanciare: «In questa vicenda sono state calunniate delle persone: il lavoro degli avvocati non finirà con queste sentenze che per noi erano scontate, anche se a questo mondo di scontato non c’è mai niente».
Un passo indietro per capire la vicenda. A giugno nell’angolo delle pubblicazioni di matrimonio, affisse all’albo pretorio di palazzo Taddei, il municipio, appare l’annuncio delle prossime nozze di Ines Bartolini e Daniele Bernardi. Lei potrebbe essere sua madre e già solo questo elemento è sufficiente per scatenare curiosità, pettegolezzi. Non di chi conosce bene i due, del legame storico tra la Orsolini e la famiglia Bernardi. Ines Orsolini è rimasta sola. Ha lavorato una vita, ha un buon patrimonio personale ma l’unica parente che le rimane è la figlia del fratello, Liana Marie Hein che vive in America. Ed è proprio la nipote a muoversi con decisione: tramite il suo legale, l’avvocato Luigi Elefante, chiede alla procura l’immediata sospensione delle nozze e denuncia il futuro sposo Daniele e la madre di lui per circonvenzione di incapace.
In sostanza, si sostiene, si tratta di un matrimonio di interesse: lo sposo vuol mettere le mani sul patrimonio di lei e lei, la Ines, non è più lucida, non è capace di intendere e di volere. La sospensione viene accolta e nel frattempo viene deciso anche di nominare un amministratore di sostegno. Ma nell’udienza del 1 ottobre la verità viene a galla, quanto meno i giudici si convincono subito che la signora Ines non né pazza né tantomeno rincoglionita. Anzi.
Persino il perito del Pm, il professor Mauro Mauri, che aveva avuto modo di parlare a lungo con la signora Ines nella caserma dei carabinieri di Massarosa certifica la sua lucidità di pensiero e il fatto che non risulta affetta da patologia mentale e che quindi «è nel pieno possesso delle sue facoltà». La stessa conclusione è stata certificata anche dal dottor Publio Menconi (medico curante della signora Ines da undici anni), dagli eminenti professori Costantino Giusti, Giuliano Parenti e anche dal professor Ubaldo Bonuccelli. La sentenza del tribunale tiene ovviamente conto dei pareri dei luminari ma anche della scioltezza della signora Ines in aula. Nessun dubbio. Cara signora, faccia pure quello che le pare: della sua vita, dei suoi affetti, dei suoi soldi.
Un matrimonio d’amore? Daniele Bernardi è secco: «Cose nostre». Ed è vero. Di certo, pare di capire anche da quanto emerso durante la battaglia legale, la signora Ines vuol trascorrere il resto della sua vita in sicurezza, con la certezza di avere sempre a fianco qualcuno di fidato, la certezza di restare nella sua casa e non, facciamo le corna, di finire un giorno in una casa di riposo. In Daniele, quel Daniele che lei ha visto crescere, ha individuato la persona giusta a cui affidare questo compito. Il matrimonio allora? Guardando alla vicenda dall’esterno appare ora chiaro che la signora Ines non si fidasse affatto della nipote d’oltreoceano e tramite il vincolo del matrimonio volesse anche far chiarezza sulla destinazione della sua eredità. Il matrimonio ha anche un aspetto pratico, consente al marito la capacità di intervento in qualsiasi situazione di bisogno. Matrimonio, dunque, accordo, se volete, per campare meglio nell’ultima stagione della vita. L’importante è che stia bene a lei, alla Ines che può - lo certifica persino un tribunale - fare quello che più le aggrada. Sposarsi a 87 anni, magari.
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