Il Tirreno

Versilia

Gli evasori del certificato medico

Roy Lepore
<strong>AMATORI.</strong> Una partita Uisp (f.archivio)
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AMATORI. Una partita Uisp (f.archivio)

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VIAREGGIO. Gli evasori non sono solo quelli che non pagano le tasse. Ci sono evasori di un tipo diverso, che mettono anche a rishcio la loro salute. Sono coloro che praticano attività agonistica senza avere un certificato medico di idoneità sportiva.

E non si tratta di numeri risicati. Da un seppur sommario calcolo, parliamo di qualche migliaia di persone. Che non hanno capito l'importanza e la necessità di sottoporsi alle visite mediche per il rilascio di un certificato di idoneità sportiva.  I dati in possesso dell'azienda Usl 12 Viareggio riguardo la Medicina dello Sport evidenziano che nel 2009 sono state 3.462 le visite per l'idoneità sportiva effettuate, con un incremento del 9% rispetto al 2008. Un dato che, messo a confronto con i 12 mesi precedenti e, dunque, soddisfacente. Ma in realtà, siamo ancora lontani da raggiungere livelli ottimali.  Sono sei le società che si sono sottoposte a controlli per un totale di 452 tesserati. 

Nel dettaglio, sono stati effettuati 138 ecocardiogrammi, 140 prove da sforzo, 85 elettrocardiogrammi, 30 test cardiopolmonare.  A coordinare il tutto c'è Angelo Pizzi, direttore della Medicina dello Sport dell'Azienda Usl 12 Viareggio, che precisa come che su 7-8mila affiliati tra Uisp e Figc sono state 5.500 le visite effettuate negli ultimi tempi.  Anche per quanto riguarda la Figc, come per l'Uisp la dichiarazione del presidente della società (che rischia penalmente) + sufficiente per garantire la certificazione da parte dei propri tesserati per poter prendere parte ai vari campionati.  «Riguardo l'attività degli affiliati Uisp - dice il dottor Pizzi riferendosi al caso che raccontiamo nel box in questa pagina - abbiamo cercato di sensibilizzare nel corso degli anni l'importanza di sottoporsi a visite mediche. Siamo disponibili per organizzare incontri con le società, le abbiamo invitate per sottoporsi a dei controlli periodici facoltativi, ma hanno risposto solo in due».  La sensazione è che siano diversi coloro che praticano attività sportiva senza essersi sottoposti a visite mediche a proprio rischio e pericolo.  «Se si fa il confronto degli affiliati - dice Pizzi - è facile capire che ci siano degli "evasori". Noi cerchiamo di sensibilizzare tutti che è importante controllarsi per la salvaguardia della propria persona, qualunque sia l'età. Oltre al rischio a cui vanno incontro i presidenti delle singole società che a seconda dei casi rischiano la galera.   «I costi delle visite sono di 50 euro fino ai 35-40 anni, per chi supera questa età il costo è di 80 euro e non credo che sia una questione economica, né di liste di attesa. Basta un po' di buona volontà e rifarsi per tempo per risolvere il problema. A livello giovanile ci sono ragazzi che prendono permessi a scuola e vengono a visitarsi la mattina, per coloro che lavorano, se non si rifanno all'ultimo momento c'è la possibilità per sottoporsi alle visite in tempo utile prima dell'inizio dell'attività. L'importante è volerlo e capire che è indispensabile per tutelarsi».

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