Italia
Galilei occupato La protesta anti Gelmini si estende in città
Alessandro Bartolini
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IN PIAZZA. Il corteo degli studenti che ha sfilato venerdì scorso in città Assemblea ieri pomeriggio. Nei prossimi giorni tocca ai licei e agli altri Istituti
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VIAREGGIO. Soffia sempre più forte il vento di protesta nelle scuole superiori della città contro la riforma Gelmini. Dopo la manifestazione di venerdì, e la promessa che si trattava solo della prima di una serie d'iniziative di protesta, ieri pomeriggio centinaia di studenti si sono ritrovati in un'assemblea aperta davanti alla chiesa di S. Andrea in via Cavallotti, per discutere una strategia comune da adottare in tutti i licei e gli istituti impegnati a contrastare la riforma e i tagli che essa comporta. Sono soprattutto i tagli di otto miliardi di euro che investiranno la scuola pubblica a destare maggiore preoccupazione. Il timore che l'intera attività didattica ne risenta è forte. Lo conferma Nicolò Martinelli, studente al liceo Scientifico Tecnologico da lunedì in occupazione: «È assurdo che per colpa dei tagli scompaiano le ore di laboratorio, ore vitali per l'indirizzo scientifico tecnologico». Al "Galilei" è di nuovo braccio di ferro studenti-preside: all'occupazione si è arrivati, si legge in un comunicato dei ragazzi, dopo che è stata negata un'assemblea di istituto che i rappresentanti di istituto, non ancora eletti, non potevano chiedere. Dall'assemblea pomeridiana è emerso che la forma di protesta più adatta sia l'occupazione delle scuole. E se l'Istituto scientifico tecnologico "G.Galilei" da lunedì ha già intrapreso questo tipo di lotta, le altre scuole superiori hanno valutato, non senza distingui e divergenze, tutti i vantaggi e gli svantaggi che un'occupazione comporterebbe. I più decisi a percorrere la stessa strada del "Galilei" sono i ragazzi dell'Istituto tecnico nautico "Artiglio", ma al termine dell'assemblea anche gli studenti del liceo Classico "Carducci" e del liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" si sono convinti dell'occupazione come unica forma di protesta da portare avanti. Mentre gli studenti del liceo Socio Psico Pedagogico "Chini" attenderanno l'assemblea d'istituto che si terrà giovedì per decidere se entrare in autogestione o in occupazione, così come faranno gli studenti dell'Istituto per geometri "Don Lazzeri" di Pietrasanta. L'intenzione dei ragazzi sarebbe quella di far scattare le occupazioni nelle scuole già durante la mattina di oggi, ma se non riuscissero nell'intento sono già state prese in considerazione forme di protesta alternativa. Prima fra tutte, l' autogestione.
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