Il Tirreno

Versilia

SCONTRO A TAVOLA

Simone Tonini
<b>SCONTRO.</b> Una sagra
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SCONTRO. Una sagra

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 SERAVEZZA. «È ora di porre un freno alla diffusione selvaggia delle sagre a livello versiliese». Così dice Alessandro Cerrai, direttore della Confesercenti Versilia, che ha incontrato il sindaco di Seravezza Ettore Neri, e gli assessori Franco Carli e Stefano Faraboschi per proporre una ricetta contro il moltiplicarsi delle sagre sul territorio.  I ristoratori, insomma, chiedono ai comuni di disciplinare la situazione, confermando una posizione peraltro nota da tempo. A Seravezza era stato stilato un regolamento, un paio di anni fa, al quale però la scorsa estate si è andati in deroga per venire incontro alle esigenze di alcuni promotori (contrade e non solo). Un provvedimento passato all'unanimità in consiglio comunale, che mette in evidenza la difficoltà di avere regole definitive. «Non c'è nessun braccio di ferro in corso - assicura l'assessore Franco Carli - bensì la richiesta, da parte dei ristoratori, di aprire un dialogo con un tavolo di concertazione. Abbiamo ascoltato volentieri le loro posizioni, ora dovremo capire che tipo di intesa sarà possibile trovare».  Sicuramente tra i principali attori ci sono le contrade, con le varie sagre che coprono tutta l'estate, per lo più concentrate nei fine settimana. Un fenomeno di costume, oltre che gastronomico: una piacevole abitudine per chi abita in Versilia e una bella scoperta (consolidata nel tempo) per chi trascorre le vacanze nella nostra terra.  «Il tavolo non è ancora stato aperto - prosegue Carli - ma dovremo trovare insieme i provvedimenti da adottare per migliorare la situazione. I ristoratori sanno che le sagre hanno un riscontro sia economico che sociale, quindi non c'è alcuna guerra in atto. Inoltre non sono chiamate in causa le contrade ma tutte le realtà che organizzano le sagre».  La Confesercenti si sta muovendo in tutti i comuni versiliesi avanzando le medesime proposte. «Probabilmente in questa stagione estiva - spiega Cerrai - sia per numero di sagre che per la loro durata anche in Versilia si è superata ogni stagione precedente, penalizzando le attività della ristorazione. Chiediamo ai comuni della Versilia di applicare la normativa regionale dove si prevede che, entro il 31 dicembre si stabilisca il calendario delle sagre per l'anno successivo, di concerto con le parti sociali e le associazioni di categoria». Confesercenti pone altri punti sul piatto dell'accordo: «Riservare il termine "Sagra" esclusivamente alla promozione dei prodotti tipici e della cucina locale, altrimenti il termine da adoperare sarebbe "Fiera". Il menù dovrà essere incentrato sul prodotto locale o un piatto tipico; la durata massima dovrebbe essere di sette giorni consecutivi (con recuperi in caso di maltempo); non potranno svolgersi contemporaneamente più sagre nello stesso comune e i soggetti organizzatori potranno essere esclusivamente enti senza scopo di lucro, iscritti ad albi comunali, provinciali, regionali».  Insomma, le loro proposte sono volte a «riconoscere quelle sagre che rappresentano un elemento di valorizzazione dei prodotti tipici, tenendo in considerazione l'importanza dell'associazionismo e del volontariato, ma al contempo intendiamo definire regole che salvaguardino un settore fondamentale come quello della ristorazione che è stato penalizzato dalla concorrenza sleale e selvaggia da parte di sagre e circoli privati».

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