Il Tirreno

Versilia

Giovanna Ciardi racconta le emozioni vissute: «Prima ho pianto per la tensione, poi per la gioia»

«Io, mamma a 54 anni»

Claudio Vecoli
<b>3 CHILI E 790 DI SALUTE.</b> Adria Paoli dorme nel suo lettino In alto: in braccio al primario Luigi Gagliardi
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3 CHILI E 790 DI SALUTE. Adria Paoli dorme nel suo lettino In alto: in braccio al primario Luigi Gagliardi

Fiocco rosa speciale: è nata Adria. «Un dono del Signore»

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 VIAREGGIO. Questa volta - ventitré anni dopo il primo parto - si è risparmiata la rottura delle acque, la volata all'ospedale, il travaglio prima di entrare in sala parto. Già, perché Giovanna Ciardi, diventata la «mamma dei record» con la sua gravidanza naturale a 54 anni, che avrebbe partorito ieri mattina la piccola Adria lo sapeva già da venerdì mattina. Ovvero da quando, al termine di un consulto con il suo ginecologo Gianfranco Ternelli e con il primario di ostetricia Giovanni Paolo Cima, tutti insieme hanno deciso che la bimba, dopo trentotto settimane di gestazione, sarebbe venuta alla luce con un parto cesareo programmato. L'emozione del primo vagito, però, è stata grande come quella vissuta quasi un quarto di secolo prima. E forse ancor più grande, visto che la sua gravidanza a 54 anni ha del miracoloso. «È stata una grazia del Signore», chiosa non nascondendo la propria fede.  La prima domanda è d'obbligo, vista anche l'eccezionalità del parto: tutto bene?  «Sì, tutto è andato alla perfezione. Per Adria, innanzitutto, che è una bimba sana e bellissima. E per me, che ho superato questo esame più che bene malgrado l'età non proprio... da mamma».  Alla fine c'è voluto il cesareo...  «Sì, lo abbiamo deciso venerdì mattina. Speravo che Adria potesse nascere naturalmente: però, parlando con i medici e considerando i rischi collegati alla mia età, siamo arrivati alla conclusione di procedere con il parto cesareo. Ma così abbiamo eliminato una serie di pericoli».  Cosa ha provato quando le hanno detto che il giorno del parto era ormai vicino?  «Da quando ho saputo che avrei partorito oggi (ieri, ndr), la tensione ha cominciato a farsi sentire. Per trentotto settimane sono stata relativamente tranquilla. Gli ultimi giorni, invece, ho cominciato a pensare di tutto. Domenica sera, quando sono entrata in ospedale, mi ha assalito la paura. E non sono riuscita a chiudere occhio. Pensi che per esorcizzare l'attesa, nel cuore della notte, mi sono data lo smalto come se il giorno dopo fossi dovuta uscire...»  Che effetto le ha fatto, invece, varcare di nuovo la porta della sala parto?  «Ho pianto. Forse è stato un modo per scaricare la tensione che avevo accumulato. Però devo dire mi sono sentita coccolata da tutti. Dal primario al mio ginecologo, in sala operatoria c'erano tutti coloro che mi hanno seguito in questi mesi. E mi hanno rassicurato. Purtroppo non è potuto entrare Bruno, mio marito, visto che quando c'è un cesareo è ammesso soltanto il personale ospedaliero. Ma queste sono le regole».  Il momento più bello, invece, sarà stato quando ha potuto prendere Adria in braccio...  «Visto che ero sotto anestesia locale e dunque ero sveglia, ho potuto seguire tutte le fasi del parto cesareo. Ed è stato molto bello. Però, quando ho sentito il primo vagito di mia figlia, è stata un'emozione fortissima. E per la seconda volta in poche ore ho pianto. Ma questa volta le lacrime erano di gioia».  Ha già potuto allattarla?  «Sì, dopo poche ore mi hanno portato Adria in camera. E l'ho allattata al seno. Purtroppo, con il taglio cesareo ancora fresco, non l'ho potuta prendere in braccio come avrei voluto. Ma ci sarà tempo e modo per farlo».  Ce la descrive?  «È una splendida bimba di 3 chili e 790 che per essere alla trentottesima settimana non è cosa di poco conto. La mia prima figlia dice che mi somiglia. La cosa che maggiormente mi ha colpito, però, è la bocca. E poi che voce... Appena nata, si è fatta subito sentire da tutto il reparto».  Finalmente sappiamo anche il nome: Adria. Come lo avete scelto?  «In famiglia non abbiamo parenti con questo nome. Però, sfogliando un libro sui nomi, ci è subito piaciuto. È un nome antico, dal quale hanno preso il nome sia il mar Adriatico che la città di Andria, in Puglia».  Chiudiamo con una battuta: non è che adesso pensate anche ad un terzo figlio?  «Beh, lo domandi a mio marito. Dipende tutto da lui. Scherzi a parte, Adria è già stato un dono meraviglioso. Però, se avessi avuto dieci anni di meno...»

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