Sicurezza
Cinquanta giorni per una mammografia
Donatella Francesconi
Le liste d'attesa per visite ed esami diagnostici all'Asl
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VIAREGGIO. «Sui tempi della diagnostica siamo fuori». Antonio Latella, direttore sanitario della Asl, non nega l'evidenza dei dati: attese tanto più lunghe quanto più l'esame diagnostico è complesso, specialistico o richiesto. Come dimostra il dato più eclatante: 107 giorni di attesa per un'ecoencefalografia. «Va detto, però - sottolinea Latella - che tutte le urgenze hanno tempi ben diversi». Dove l'"urgenza" è definita da quel meccanismo per cui «basta che il medico di base abbia un dubbio e può contattare direttamente l'ospedale per effettuare l'esame o la visita». I tempi delle liste d'attesa, inoltre, sono quelli riferiti «al primo appuntamento e non ai controlli successivi». Nella Versilia che ha il record dei tumori, però, per ottenere una mammografia bilaterale è necessario attendere ben cinquanta giorni. «Con gli screening intercettiamo comunque gran parte delle donne comprese nella fascia a rischio», spiega ancora Latella. I cinquanta giorni di attesa toccano, insomma, a chi si sottopone all'esame "spontaneamente", cioè perché il medico che lo prescrive sospetta qualcosa o ha necessità di approfondimenti. Resta la soluzione "Area vasta": «L'esame può essere eseguito in un'altra Asl limitrofa, se i tempi di attesa sono più brevi». Non va meglio, sul fronte della salute delle donne, per quanto riguarda le ecografie transvaginali: i giorni di attesa sono 82 con il Servizio sanitario nazionale. Per un'ecografia ai testicoli l'appuntamento preso ieri rimanda al 16 novembre: fanno 36 giorni passati ad aspettare. Stessi tempi per una tac al cranio: 37 giorni. Se, invece, avete necessità di eseguire una urografia endovenosa (utilizzata per l'esame del rene o del tratto inferiore delle vie urinarie) armatevi di pazienza: non ve la caverete con meno di 78 giorni. Due mesi e qualcosa anche per le radiografie a esofago (con doppio contrasto o senza) e a stomaco e duodeno. «Là dove è necessario il mezzo di contrasto», spiega il direttore sanitario della Asl, «i tempi si allungano perché è necessaria la presenza dell'anestesista». Ma i tempi sono lunghi anche per la risonanza magnetica. Due giorni per l'esame ad un piede, ma 93 se si tratta di una coscia e addirittura 98 se da verificare sono le condizioni del polso destro. Se si tratta dell'encefalo o tronco encefalico, invece, l'appuntamento rimanda al tredici dicembre prossimo. «La richiesta di esami specialistici è aumentata sensibilmente», commenta Antonio Latella. Perché medici e pazienti richiedono sempre più, ai fini della diagnosi, «il conforto di indagini di ultima generazione».
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