Il Tirreno

Versilia

Scippatore delle collane,15 colpi messi a segno

Donatella Francesconi
Scippatore delle collane,15 colpi messi a segno

Quindici colpi messi a segno, ai danni di altrettante donne che si sono viste strappare dal collo oggetti preziosi.

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Quindici colpi messi a segno, ai danni di altrettante donne che si sono viste strappare dal collo oggetti preziosi. Lo scippatore agisce a bordo di uno scooter, segue le vittime (staziona nel piazzale del supermecato, è la segnalazione), sembra conoscerne gli itinerari e colpisce per lo più al Varignano. Sugli episodi indaga il commissariato, alle prese con le ricostruzioni che le vittime sono riuscite a dare. Ma sia la polizia, sia i carabinieri - garantiscono i dirigenti delle forze dell'ordine - sono allertati sul fenomeno cui prestano la massima attenzione.

Al Varignano, però, si discute degli ultimi fatti. A partire dall'incendio dei motorini in un palazzo al Quartiere Apuania: ragazzata, secondo alcuni; vandalismi organizzati, che di tempo si ripetono nel quartiere secondo altri. Claudio Cavalsani (Pd), ex consigliere di circoscrizione scrive: «Si può e si deve vigilare di più sugli atti vandalici con la prevenzione da parte delle forze di polizia, con una maggiore cura del territorio, meno degrado urbano che non fa altro che peggiorare la situazione. Ormai sono anni che vengono fatti vandalismi ad auto e ciclomotori e rubati motorini. Non penso che sia sempre e solo il solito ragazzino bullo ma penso invece che la cosa sia da allargare a gruppi di ragazzi più o meno grandi. È vero che non sono problemi che nascono con l'amministrazione Lunardini, ma va detto che quest'amministrazione non sta facendo nulla per prevenire problemi di questo tipo. Il quartiere Varignano, come il Terminetto e la Migliarina, sono abbandonati a se stessi e l'amministrazione comunale, quando interviene, lo fa solo grazie ai cittadini che segnalano con grande energia e perseveranza quello che accade».

Cittadini impegnati sul disagio sociale della periferia, Varignano in particolare. Dove sono nate le esperienze ricordate in una nota a firma Rifondazione-Giovani comunisti-Federazione della sinistra. «I casi di bullismo e di violenza giovanile sono il frutto di un disagio sociale sempre più marcato. Vivere in un quartiere con case popolari fatiscenti, senza luoghi d'incontro e senza infrastrutture reali non può far altro che alimentare un clima di insofferenza e difficoltà dei quali gli ultimi eventi degli scorsi giorni sono la fotografia». Un quadro pesante, dove c'è chi- però - ha deciso di rimboccarsi le maniche: «Al Varignano, in via delle Libertà 43, sede di Rifondazione e circolo Arci Caracol, da due anni vengono svolte attività sociali e culturali. Distribuzione di alimenti a prezzi calmierati per combattere il caro-vita, scuola popolare gratuita per i bambini di elementari e medie (vi partecepino più di 50 bimbi), scuola di italiano per migranti, avvocato dei consumatori e altre attività. Inoltre, in via Belluomini esiste il Cantiere sociale Ex-Inapli che raccoglie moltissime associazioni, tra cui Emergency, Gas, Dadaviruz e molte altre che fanno vivere spazi abbandonati ormai da anni dalla politica locale. Questa è la solidarietà rivolta al quartiere da chi, non a parole, cerca di esser utile alla collettività anche fuori dalla luce della ribalta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa