Il dolore
Il Varignano: «Abbandonati da tutti»
Simone Pierotti
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PAURA NELLA NOTTE. Due immagini dellincendio al Varignano Mancano centri di aggregazione e occasioni di incontro. E la microcriminalità dilaga
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VIAREGGIO. Abbandonati, lasciati al proprio destino. Dall'amministrazione, dalle forze dell'ordine. È il grido d'allarme del Varignano, colpito al cuore in pochi giorni da alcuni episodi di bullismo e microcriminalità, culminati giovedì notte con l'incendio ad uno scooter che si è poi esteso ad una palazzina al quartiere Apuania. Episodi i cui protagonisti sono ragazzi che ancora frequentano le scuole medie. Giovani prigionieri di un ambiente dove l'illegalità è l'ideologia predominante, come lamenta Luciano Ciomei che da tre anni gestisce l'attività di kayak al centro sportivo Vasco Zappelli: «Bisogna strapparli da questi giri, nei quali vige la legge del più forte: ci vorrebbero più iniziative per avvicinare i ragazzi al rispetto delle regole e alla convivenza civile». L'apertura dell'attività per Ciomei è stata accompagnata da alcuni episodi spiacevoli: «Quando portavo gli atleti con la canoa sul canale Burlamacca, alcuni loro coetanei si appostavano sugli argini e li colpivano con dei sassi. Una volta, poi, un ragazzino ha minacciato un suo compagno di rifilargli una coltellata. Entrambi avevano appena 11 anni». Dal Vasco Zappelli al Fienile, in via del Pastore: qui il problema era, ed è tuttora, un gruppo formato da tossici e ubriachi. «Ci siamo rivolti a più riprese alle varie istituzioni - dice Edoardo Cordoni, consigliere del circolo - ma non ci hanno mai dato una mano. Mancano, poi, i controlli delle forze dell'ordine: quando vengono gli agenti in borghese, questi passano dalla via del Pastore con l'automobile senza fermarsi, come se fosse tutto a posto». Cordoni ricorda che, qualche anno fa, il circolo rimase chiuso in mese e subì pure un furto: «C'erano alcuni extracomunitari che bivaccano: eravamo riusciti ad allontanarli, ma recentemente sono ritornati, attirati da questo gruppo di tossici». Don Marcello Brunini, da sette mesi, si è insediato alla Parrocchia della Resurrezione. E, da uomo di chiesa, non fa tanto appello a polizia e carabinieri quanto, piuttosto, al raccoglimento interiore: «Ne parlavo proprio l'altro giorno con i catechisti: dobbiamo innanzitutto cercare di capire perché i ragazzi si comportano così e, in secondo luogo, ricucire i rapporti tra loro e gli adulti, le famiglie. Con l'istituto comprensivo di via Lenci stiamo studiando alcuni progetti da realizzare assieme, ma le sole iniziative esterne non possono bastare. Ci vuole anche un percorso di maturazione interiore». E, conclude, «bisogna ridare dignità e speranza a questo quartiere, troppo spesso bistrattato e vittima di pregiudizi». L'ex presidentessa della circoscrizione Viareggio Nuova Stella Del Carlo non ha dubbi: i problemi sono stati accentuati da quando il suo incarico è terminato, nel 2008. «Tutte le amministrazioni si sono sempre disinteressate di questo quartiere: cosa ha fatto il sindaco Lunardini per il Varignano? Aspettiamo ancora le fognature, che avrebbero dovuto essere pronte entro la fine dell'anno. Avevamo numerose attività, come mostre e laboratori di teatro: con lo smantellamento delle circoscrizioni non si è più fatto nulla, c'è un diffuso senso di abbandono. E le forze dell'ordine possono fare ben poco». La soluzione, secondo Del Carlo, sarebbe un centro di aggregazione: «Più che reprimere e punire bisogna ricostruire la ragnatela di relazioni sociali. La scuola lavora tanto, il nuovo parroco sta facendo bene. Ma i mezzi a disposizione sono insufficienti». Moreno Bucci, presidente della circoscrizione Viareggio Nuova dal 1994 al 2003, paragona il Varignano a un prato: «Se lo curi nascono i fiori, se lo abbandoni diventa preda delle erbacce. E la situazione è precipitata con la chiusura delle circoscrizioni: prima la polizia pattugliava più spesso la zona, adesso non fanno più nulla. Il bullismo è un fenomeno da sempre presente nel quartiere, ma con una maggior attenzione lo si potrebbe risolvere: mancando i controlli, ha degenerato. Il vero problema è lo spaccio: un mese fa hanno sgominato un giro di droga. Si attende sempre il colpo grosso e non si interviene alla radice».
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