Attenzione
«Addio al contratto Daviddi»
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CONTESTATO. Linceneritore di Falascaia Rifiuti: i Comuni iniziano la pratica per la rescissione
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PIETRASANTA. Il dado sembra tratto: dopo tanti anni di confronti e "stop-and-go" i Comuni stanno marciando verso la rescissione del contratto Daviddi e la revoca della concessione a Tev-Veolia. Lo ha annunciato, pur con le dovute cautele, l'assessore all'ambiente Italo Viti, in occasione del convegno "Inceneritore. Quale futuro", organizzato in Sant'Agostino da "Progetto Pietrasanta" di Ermanno Sorbo. Un'occasione che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo tutti gli attori del complicato copione che si snoda intorno all'impianto di Falascaia. Addio contratto. E a lanciare il sasso nello stagno ci ha pensato Viti, con l'anticipazione attesa da tempo da coloro che chiedevano un atto concreto per mettere il gestore di fronte alle proprie responsabilità. Un atto che - tuttavia - rischia di avere conseguenze pesanti per le amministrazioni pubbliche che, probabilmente, saranno oggetto di richieste di rivalse economiche da parte di Tev. Un argomento che Viti ha perfettamente presente: «Dobbiamo mettere in conto i contenziosi che possono sorgere. E anche i cittadini devono saperlo in maniera chiara». E se, da una parte, il sindaco Domenico Lombardi ha invitato il presidente di Tev Enrico Friz, a fare «un passo avanti» sulla questione contenziosi, proprio il manager della società sembra preannunciare tempi di rapporti duri con gli enti locali: «Innanzitutto preciso che, al momento, non ci sono contenziosi fra noi e il comune. Per quanto riguarda i "passi avanti", noi eravamo pronti a farli, ma per gestire in maniera diversa e migliore il contratto, non per cancellarlo. Da quello che sento siamo di fronte a una chiusura». I Comuni, d'altra parte, hanno imboccato una direzione precisa. Quella annunciata a luglio, dopo il sequestro dell'inceneritore, che punta a non farlo più riaprire. «E su questo siamo stati coerenti - spiega Lombardi -. Due giorni dopo chiedemmo che l'impianto non fosse più riaperto e da allora non abbiamo cambiato idea». Una posizione resa nota chiaramente anche all'assessore regionale Bramerini e al presidente della Toscana Enrico Rossi: «Non credo che la Regione difenda una posizione (quella di non chiudere l'impianto, ndr) - dice Lombardi -: piuttosto vuole capire i fatti, le situazioni e gli elementi». Anche la Provincia sta facendo i suoi passi. L'assessore Maura Cavallaro ha confermato che si sta studiando un piano dei rifiuti senza Falascaia: «Dobbiamo aumentare la raccolta differenziata. In questa maniera potremo chiudere l'inceneritore». Parole accolte con applauso entusiasta dalla platea e da "Ambiente e Futuro" ma, ovviamente, non condivise da Friz. Inchiesta pubblica. Un altro punto importante in direzione della trasparenza è quello di una possibile inchiesta pubblica per ri-autorizzare l'impianto a funzionare. Una partita che finora si è giocata all'interno della conferenza dei servizi convocata dalla Provincia, ma che potrebbe spostarsi in un ambito assai più vasto. "Complici" anche alcune variazioni all'autorizzazione chieste da Veolia, la procedura di autorizzazione potrebbe essere resa più "onerosa": una posizione espressa con chiarezza dal consigliere provinciale del Pd Andra Palestini, che ha invitato la società a «un'inchiesta pubblica da tenersi qui, a Pietrasanta». E Friz (stupendo più d'uno) ha accettato, pur avendo qualche riserva su uno strumento che rischia di allungare i tempi previsti per l'autorizzazione. Un match che si intreccia con quello giudiziario. Friz infatti ha spiegato che la Procura «sarebbe disponibile a dissequestrare l'impianto una volta ricevute le autorizzazioni». Resta da capire per quanto tempo Falascaia riuscirebbe comunque a rimanere aperto, visto l'intento, dichiarato, dei comuni, di chiudere per sempre i cancelli dell'inceneritore.
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