Attenzione
Studenti in piazza, prof in sciopero: «È solo l'inizio»
Alessandro Bartolini
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IN STRADA. Il corteo di ieri mattina2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Abbiamo classi troppo numerose composte da trenta alunni, alcuni laboratori sono inutilizzabili e i computer che abbiamo a disposizione sono vecchi e inadeguati alle nostre esigenze». Gaia Giannini, studentessa al terzo anno del liceo delle Scienze sociali "Galileo Chini, anche per questo manifesta contro la riforma del ministro Gelmini.
Un corteo di trecento studenti, per le vie della città, manifestazione organizzata da "Studentsx", la rete che coordina i collettivi studenteschi. In concomitanza con lo sciopero degli insegnanti indetto da Flc-Cgil e da Unicobas. Gli studenti viareggini assicurano che questa è soltanto la prima di una lunga serie di iniziative di protesta che saranno avviate per contrastare una riforma che secondo loro «aggrava le condizioni in cui la scuola pubblica versa». «Mentre tutti gli altri paesi europei investono sulla ricerca e sull'istruzione, il Governo italiano taglia i fondi alla scuola. Non vogliamo essere noi a pagare la crisi», continua decisa Gaia mentre sfila in corteo. Ad essere contestato è soprattutto il massiccio taglio di otto miliardi di euro destinati alle scuole che la riforma prevede. Non solo, l'indignazione fra gli studenti è dovuta ai tagli del personale docenti che in tre anni licenzierà centocinquantamila professori bloccando le assunzioni di ruolo all'interno delle scuole: su cinque insegnanti che andranno in pensione verrà assunto un solo precario. Il corteo, partito alle 9 da piazza Mazzini, ha attraversato a ritmo di musica e slogan "antiriforma" il viale a mare e il lungo canale, passando davanti ai licei Classico e Scientifico, per tornare di nuovo in piazza Mazzini dove si è concluso. Al termine della manifestazione si sono susseguiti una serie di interventi, fra cui quello del segretario versiliese della Fiom Lamberto Pocai, impegnato nella difficile vertenza di Polo Nautico. Pocai ha rinnovato «la vicinanza dei lavoratori alla lotta degli studenti», aggiungendo: «Anche il mondo del lavoro come quello della scuola si trova davanti ad un attacco costante da parte di Confindustria e Governo ed è per questo che è necessario rimanere uniti per difendere i diritti e la democrazia nei cantieri e nelle aule scolastiche». Insomma, all'interno della scuola si sta respirando un clima pesante come denuncia il professor Alberto Giorgi rappresentante sindacale all'Itis "Galileo Galilei": «Stanno distruggendo la scuola pubblica a vantaggio di quelle private. Stanno costringendo alla precarietà gli insegnanti e stanno tagliando i fondi per l'istruzione». In definitiva, conclude Giorgi rivolto ai ragazzi che lo ascoltano, «vi stanno rubando il futuro». Il sostegno e la solidarietà alla mobilitazione arrivano anche dai Giovani comunisti e da Rifondazione comunista che in un comunicato si dicono «pronti ad appoggiare nuove iniziative di questo tipo».
Un corteo di trecento studenti, per le vie della città, manifestazione organizzata da "Studentsx", la rete che coordina i collettivi studenteschi. In concomitanza con lo sciopero degli insegnanti indetto da Flc-Cgil e da Unicobas. Gli studenti viareggini assicurano che questa è soltanto la prima di una lunga serie di iniziative di protesta che saranno avviate per contrastare una riforma che secondo loro «aggrava le condizioni in cui la scuola pubblica versa». «Mentre tutti gli altri paesi europei investono sulla ricerca e sull'istruzione, il Governo italiano taglia i fondi alla scuola. Non vogliamo essere noi a pagare la crisi», continua decisa Gaia mentre sfila in corteo. Ad essere contestato è soprattutto il massiccio taglio di otto miliardi di euro destinati alle scuole che la riforma prevede. Non solo, l'indignazione fra gli studenti è dovuta ai tagli del personale docenti che in tre anni licenzierà centocinquantamila professori bloccando le assunzioni di ruolo all'interno delle scuole: su cinque insegnanti che andranno in pensione verrà assunto un solo precario. Il corteo, partito alle 9 da piazza Mazzini, ha attraversato a ritmo di musica e slogan "antiriforma" il viale a mare e il lungo canale, passando davanti ai licei Classico e Scientifico, per tornare di nuovo in piazza Mazzini dove si è concluso. Al termine della manifestazione si sono susseguiti una serie di interventi, fra cui quello del segretario versiliese della Fiom Lamberto Pocai, impegnato nella difficile vertenza di Polo Nautico. Pocai ha rinnovato «la vicinanza dei lavoratori alla lotta degli studenti», aggiungendo: «Anche il mondo del lavoro come quello della scuola si trova davanti ad un attacco costante da parte di Confindustria e Governo ed è per questo che è necessario rimanere uniti per difendere i diritti e la democrazia nei cantieri e nelle aule scolastiche». Insomma, all'interno della scuola si sta respirando un clima pesante come denuncia il professor Alberto Giorgi rappresentante sindacale all'Itis "Galileo Galilei": «Stanno distruggendo la scuola pubblica a vantaggio di quelle private. Stanno costringendo alla precarietà gli insegnanti e stanno tagliando i fondi per l'istruzione». In definitiva, conclude Giorgi rivolto ai ragazzi che lo ascoltano, «vi stanno rubando il futuro». Il sostegno e la solidarietà alla mobilitazione arrivano anche dai Giovani comunisti e da Rifondazione comunista che in un comunicato si dicono «pronti ad appoggiare nuove iniziative di questo tipo».
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