Il dolore
Robe', caldarroste in piazza da 25 anni
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Roberto Palma Palma, la sua bicicletta e una corte di clienti affezionati
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PIETRASANTA. 25 anni dopo, Roberto Palma, il "caldarrostaio", è sempre lì, in piazza Duomo, con la sua bicicletta, il suo carbone, le sue castagne e, ancora, la sua corte di clienti che lo gratificano di mille attenzioni. 25 anni dopo, Palma non sa se in piazza Duomo ci può stare, o se deve temere qualche rimbrotto "istituzionale". «Ho sempre presentato, fin dal 1985, regolare richiesta di autorizzazione. La risposta degli uffici? Un bel "ni"», dice Roberto Palma, che sorride quando si indica nel fumo, sprigionato dal suo marchingegno, un potenziale problema per la sua presenza in piazza. «Non lo diciamo nemmeno per scherzo. Si tratta di vapore sprigionato dal sale. Non infastidisce, né le vie respiratorie, né gli occhi. E' un metodo siciliano, che serve a fare scena e rende le castagne più buone», rivela Palma, che oggi pomeriggio celebrerà le nozze d'argento con la castagna, con un appuntamento ad hoc. «La verità è che la figura del caldarrostaio sembra destinata a svanire, come mille altri mestieri. Ma la gente ha voglia di queste piccole cose, in particolare i bambini». Quando a Roberto Palma venne fatto notare (è storia di pochi inverni fa) che in piazza Duomo la sua presenza di caldarrostaio, per motivi burocratici, non poteva essere ulteriormente tollerata, ci fu una maxi-mobilitazione; in 730 firmarono contro lo spostamento in un altro angolo della città. «Una testimonianza di amicizia ed affetto, che mi inorgoglisce» - dice Palma che, alla soglia dei 53 anni, continua a cambiare lavoro ad ogni mutamento di stagione. «Mi sembra un fatto normale; d'estate mi dedico al mare, in autunno 3 mesi di castagne, poi altri mestieri che fanno parte del ciclo della vita. Sono 30 anni - chiosa - che vivo a Pietrasanta; non ho dimenticato le origini siciliane, ma in Versilia mi sento a casa mia. Ho visto crescere generazioni di ragazzi». L.B.
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