Il Tirreno

Versilia

L’Espresso conferma Lorenzo di Forte e Romano di Viareggio ai vertici della ristorazione in Versilia

Se i grandi non tramontano mai

Corrado Benzio

Ma c'è una pattuglia di giovani chef che fa ben sperare sul futuro

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 FIRENZE. E' la prima guida ad uscire e, quindi, è la più attesa. Anche perchè - al di là delle differenze fra bibbie gastronomiche - dovrebbe anticipare la sentenze e le tendenze di Michelin e Gambero Rosso.  La guida dei Ristoranti d'Italia dell'Espresso 2011 - che è stata presentata ieri dal curatore Enzo Vizzari, a Firenze - conferma, che la Versilia golosa viaggia su due pilastri: i grandi classici e i giovani chef emergenti (ma con qualche difficoltà). Poche, pochissime, sono le novità, ma, comunque, intriganti.  Romano e Lorenzo. O Lorenzo o Romano. Gira e rigira, i grandi classici restano loro. Sono i due locali di Forte dei Marmi (17/20) e di Viareggio (16,5/20) i fari che attirano gourmet da tutta Italia.  Del resto, si viene in Versilia soprattutto per mangiare pesce e, allora, le bavette sul pesce (Gioacchino Pontrelli, chef di Lorenzo), o i calamaretti ripieni di verdure e crostacei (Franca Cecchi, chef e moglie di Romano) sono dei richiami irresistibili.  I giovani. Subito dietro i grandi si piazza Andrea Mattei, giovane chef della Magnolia dell'hotel Byron, cinque stelle sul lungomare di Forte dei Marmi.  L'hotel appartiene alla catena alberghiera che fa capo alla famiglia Madonna, di Pisa. Oltre al Byron, c'è il Plaza di Viareggio e il Green Park di Tirrenia.  Mattei fa parte di quella pattuglia di giovani, che comprende anche Gionata Rossi. Chef e patron del Megliodijo, Rossi conquista un 14,5/20, ma soprattutto la citazione - da parte del curatore Vizzari - di essere fra i giovani chef una delle sorprese dell'anno.  Anzi, viene ribattezzato l'Oldani del pesce (Davide Oldani è lo chef famoso per fare grande cucina a prezzi low cost). Fra i piatti citati: l'ombrina marinata con una polvere di sedano, nocciole e purea spray di patate.  Si fermano, invece, a 14/20, l'Imbuto di Cristiano Tomei e il Piccolo Principe, guidato in cucina da Giuseppe Mancino, altro giovanissimo ai fornelli.  Anche alla Terrazza del Plaza c'è un giovane chef, ma non sembra sia stato troppo apprezzato dagli ispettori dell'Espresso.  Il pesce e dintorni. Critici che si esaltano, invece, per la classica cucina di mare di Miro, unico locale citato della Darsena viareggina.  In centro, invece, appare la stella di Henry Prosperi, che entra in guida con il suo locale in via Mazzini.  Lontano dal mare. Nessuna novità, se non il Merlo di Camaiore.  Anche qui un giovane chef, Angelo Torcigliani, con un locale sui generis: aperto solo il venerdì e il sabato, come dependance della famosa gastronomia Claudio.  Resistono con il consueto aplomb Michele Marcucci dell'Enoteca Marcucci, di Pietrasanta, amato, ma poi non troppo, in virtù di una cucina che la guida considera fin troppo tradizionale.  Buoni voti all'Oliveta di Massarosa e all'Ariston Mare di Lido.  Fin qui voti e segnalazioni. E da ora via alle discussioni.  Il bello delle guide è questo: far discutere addetti ai lavori e semplici gourmet.  

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