Sicurezza
Polo Nautico, liquidazione ritirata
Donatella Francesconi
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Manifestazione dei lavoratori di Polo Nautico Riparte la trattativa. Il sindaco: verificheremo lo stato di attuazione del progetto
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VIAREGGIO. Ritiro della messa in liquidazione: è questa la condizione posta da Comune e Provincia e accettata ieri da Polo Nautico affinché si possa riaprire un confronto. Positivo l'incontro di ieri mattina, anche se - sottolineano il sindaco Lunardini e l'assessore provinciale Francesco Bambini - «ora si attende l'atto formale da parte del consorzio di aziende della nautica». In realtà, il passo indietro atteso da Polo Nautico è a tutto campo, sulla delibera approvata dai soci pochi giorni fa, comprensiva di disdetta degli accordi sindacali e frammentazione dei lavoratori. Oltre che della concessione. Punto, questo, sul quale il consorzio non molla deciso ad ottenere il parere dell'Agenzia del demanio, unica titolata - secondo Polo Nautico - a pronunciarsi in materia. Posizione contesta da Fiom Cgil e dai lavoratori del consorzio che ricordano: «L'Agenzia del demanio si occupa solo degli aspetti economici delle concessioni: quanto durano, quanto costano, cosa è di proprietà dello Stato e cosa dei privati. Ma l'assegnazione, il frazionamento, la sub concessione, la revoca spettano solo ed esclusivamente al Comune. Delegato a questa funzione dalla Regione. La sentenza della Corte Costituzionale numero 89 del 2006 lo ribadisce in modo chiarissimo». Sulla questione del frazionamento e sulla richiesta dei sindacati di vedere lo stato di attuazione del progetto Polo Nautico, il sindaco Lunardini ha annunciato: «Ai miei uffici chiedo una verifica dettagliata dei percorsi dal 2002 a oggi, cosa è stato fatto e cosa no. Certo, l'intesa per la nascita del consorzio è datata otto anni fa e dovremo chiederci se oggi c'è bisogno di fare cambiamenti. Insomma, niente pregiudiziali al frazionamento ma prima la verifica del rispetto o meno di tutti gli accordi. Questa è la posizione concordata tra Comune e Provincia». Anche in relazione alla richiesta che Polo Nautico ha avanzato all'Agenzia del demanio: «Più che parlare del frazionamento - ci tiene a precisare Luanrdini - bisogna trovare risposta a questa domanda: il percorso che ha portato alla nascita del consorzio, al termine del quale era previsto il frazionamento, è concluso oppure no?». L'assessore provinciale Bambini annuncia, a partire dai prossimi giorni, «incontri separati con aziende, sindacati e lavoratori» sulle questioni oggetto della trattativa. Mentre la Fiom-Cgil ha annullato il presidio previsto per domani al Salone nautico di Genova pur mantenendo lo stato di agitazione: «Vogliamo capire - spiega il segretario versiliese Lamberto Pocai - che cosa significa il ritiro della delibera. Tutta? Solo in parte? Attendiamo di vedere gli atti concreti». I lavoratori del consorzio dicono chiaro e tondo la propria opinione nella lettera che hanno inviato al sindaco: «Se una pratica di frazionamento come quella di Polo nautico viene presa ed inviata dagli uffici comunali all'Agenzia del demanio vuol dire che il Comune è d'accordo. Se non è così, allora ritirate la pratica, annullate tutto, relazionate a noi e a tutta la città su come stanno le cose, sul rispetto degli impegni di Polo Nautico, sui rischi per tutti e le convenienze di qualche impresa a frazionare». Ieri mattina si è tenuta anche la riunione dei capigruppo che ha valutato la richiesta della consigliera Isaliana Lazzerini di un consiglio comunale aperto. Una formula - sottolinea per il Pd Antonio Batistini - che non consente di deliberare. Ma le posizioni nell'opposizione di centrosinistra sono divise: con il Pd favorevole al frazionamento e Lazzerini, Caprili e Cortopassi contrari.
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