Attenzione
Dinelli attacca gli imprenditori
Roy Lepore
«Nessun viareggino si è fatto avanti per chiedere spazi, solo un edicolante»
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VIAREGGIO. Dopo la firma del protocollo d'intesa fra Comune e società bianconera è tornato alla ribalta il progetto del nuovo stadio e della Cittadella dello sport che vuole realizzare l'Esperia Viareggio. Ieri pomeriggio in Comune il presidente dell'Esperia, Stefano Dinelli ha illustrato ancora una volta alcuni dei concetti che accompagnano il progetto, che per ora definisce "proposta". «Quando nel 2003 abbiamo iniziato questa avventura, chiamati dall'allora sindaco Marco Marcucci per cercare di rilanciare il calcio nella nostra città dopo le varie vicissutidini trascorse - dice Dinelli - non mi sarei mai aspettato di dover poi a distanza di qualche anno pensare di realizzare un nuovo stadio. Essere riusciti nel giro di poco tempo a raggiungere la Prima Divisione, dopo che siamo partiti dall'Eccellenza, ci ha costretti, visto il lievitare dei costi di gestione a dover trovare delle soluzioni alternative per poter sopravvivere. Ed allora è venuta l'idea del nuovo stadio, dopo che l'architetto Gino Zavanella, che ha progettato quello della Juventus ed altri ancora, mi ha spinto insieme agli altri amici con i quali gestiamo la società, di prendere in considerazione questa possibilità, viste anche le condizioni fatiscenti dell'attuale stadio dei Pini destinato nel giro di pochi anni a dover essere sottopposto ad interventi costosi per evitare la chiusura». «L'idea è quella che possa essere vissuto 24 ore al giorno, che sia una attrattiva per le famiglie per cercare di riportare la gente allo stadio, un modello che all'estero è ormai ricorrente da tempo, specialmemte in Inghilterra, forse sarà un sogno, ma vorrei riuscire a fare qualcosa di importante nella nostra città. Uno stadio da utilizzare per spettacoli, con una capienza che ai 10mila posti delle tribune si potranno aggiungere 9mila posti sul prato.Un luogo per ospitare congressi e fiere. Vista la poca ricettività alberghiera ci hanno consigliato di realizzare un albergo, tanto più che in prospettiva ci sarà l'ampliamento del porto. Ad oggi nessun imprenditore viareggino si è fatto avanti per chiedermi di voler uno spazio, solo l'edicolante in via Savi si è dimostrato interessato a spostarsi dentro lo stadio». Per autofinanziare il progetto dunque occorrono spazi per il commerciale. «Questa è la linea che abbiamo seguito nel pensare la struttura, però non è detto che possano esserci delle soluzioni alternative se portano introiti. Sono pronto al dialogo, al confronto, nel ricevere suggerimenti da parte di tutti e di modificare quello che abbiamo pensato con l'architetto Gino Zavanella. Tutto rientrerà nel rispetto delle leggi, non aumenteremo nulla rispetto agli spazi in cui si trova l'attuale stadio e siamo i primi a volere la tutela dell'ambiente». Ascom e Confesercenti hanno ribadito anche ieri la perplessità per l'aspetto commerciale. «Siamo contrari alla grande distribuzione, - dice Cerrai - però favorevoli al ristorante e all'albergo, alla congressistica. Possiamo discutere riguardo al commerciale non inteso come grande distribuzione». Favorevole al progetto, Elisabetta Bellotti, presidente degli albergatori. «Finalmente c'è un imprenditore che ha idee per progettare cose nuove. Viareggio ha bisogno di strutture che possano attrarre gente e questo progetto può essere una di queste». Leonardo Casanova dell'Associazione Industriali ha sollecitato il Comune a definire il regolamento urbanistico, che dovrà comprendere l'asse di penetrazione per realizzare nuove strade e parcheggi in Darsena. Gianfranco Antognoli ha sottolineato, oltre all'importanza del progetto, di un porto turistico, centro congressi e la Cittadella del Calcio. Ennio Buonomo spera che vengano accelerate le pratiche burocratiche per poter partire con i progetti. Gli assessori, Bucciarelli, Cima e Ratti hanno ribadito la volontà del Comune di andare avanti per concretizzare il progetto di nuovo stadio.
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