Attenzione
Capitani di navi verso la svolta
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Un marittimo in banchina Sui brevetti incontro a Roma con la Capitaneria
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VIAREGGIO. Capitani da navi verso la svolta. Incontro "chiarificatore" a Roma tra i marittimi e i vertici della Capitaneria di porto sulla "querelle" normativa tra Italia e l'Imo, l'ente sovranazionale che disciplina il lavoro dei marittimi in tutto il mondo che rischia di escludere dal mercato del lavoro centinaia di marittimi - 500 nella sola Versilia - a favore dei colleghi stranieri. Un settore che in Italia conta circa 45 mila capitani tra privati, mercantili e passeggeri e che finalmente sembra aver trovato la strada per uscire dall'empasse scatenata dalla diatriba normativa innescata dal "Regolamento recante l'istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto" (D.M. 10 maggio 2005, n. 121) in aperto conflitto - come evidenziato durante l'incontro organizzato dalla senatrice versiliese Manuela Granaiola e come già annunciato lo scorso giugno - con la Convenzione internazionale Stcw adottata il 7 luglio 1978 dall'Imo sulle norme relative agli standard di addestramento certificazione e tenuta della guardia. I marittimi italiani - spiegano i loro rappresentanti - «non possono, allo stato attuale, navigare su barche non battenti bandiera italiana, e nemmeno navigare in acque internazionali. Rispetto ai colleghi stranieri siamo in una posizione di esclusione dal mercato». La mossa del Comando delle Capitanerie di porto è semplice: «Ottenere dalla Comunità europea un'istanza che faccia chiarezza sulla posizione dei marittimi, e sull'inadeguatezza del regolamento italiano. Dall'incontro sono nate delle convergenze importanti che di fatto vanno nella nostra direzione; esiste effettivamente un conflitto tra i due patentini che deve essere sanato». Il certificato italiano, una sorta di patentino per "guidare" le navi non permette, tra le altre cose di pilotare navi in charter, una tipologia di servizio molto diffusa in Toscana, ed in particolare in Versilia, e nelle mete che ospitano porti turistici.
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