Il Tirreno

Versilia

Strage, soldi per 24 morti e 6 feriti

Donatella Francesconi
Strage, soldi per 24 morti e 6 feriti

Incontro Lunardini-Rossi: cominciamo da qui, poi pensiamo agli altri

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 VIAREGGIO. Ventiquattro i morti che il treno carico di Gpl s'è portato via quindici mesi fa i cui familiari riceveranno i primi soldi dalla legge-Viareggio (10 milioni di euro). E sei i feriti gravissimi. Sono i numeri indicati ieri dal sindaco Lunardini e dal presidente della Regione, Rossi (e commissario straordinario per il dopo disastro ferroviario) al termine dell'incontro in Comune.  La cifra "base" è quella fissata dalla legge: 200mila a testa. Per i familiari dei ventiquattro morti con parenti che rientrano nei requisiti fissati dalla normativa. Ed anche per i sei feriti gravissimi. Ferite nella carne, come definite dal codice penale (articolo 583) - su questo sono stati chiarissimi sia Lunardini che Rossi - che recita: «La lesione personale è gravissima se dal fatto deriva una malattia certamente e probabilmente insanabile, la perdita di un senso, di un arto o una mutilazione che rende l'arto inservibile, ovvero la perdita dell'uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà di favella, la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso».  Oltre alla cifra "base", per i familiari delle 24 vittime e per i 6 feriti gravissimi è prevista l'integrazione, come da legge, in base alla necessità. Una somma aggiuntiva, calcolata tra il 25 ed il 50% in più, sulla base di questi parametri: reddito Isee; figli a carico; mutui prima casa; stato di occupazione. Nei prossimi giorni - ha spiegato il sindaco Lunardini - sarà aperto in Comune un ufficio, del quale faranno parte i tecnici di Comune e Regione, oltre alla commissione medico-legale (presieduta da Alessandro Grazzini) e che si occuperà di avviare le pratiche per la liquidazione delle somme spettanti. Liquidazione che avverrà, poi, previa ordinanza del commissario Rossi. «Chiameremo noi le persone interessate», chiarisce il sindaco. L'idea è quella di «liquidare entro la fine di novembre» le trenta persone che Regione e Comune hanno individuato come aventi diritto alla elargizione prevista dal testo di legge approvato in Parlamento con il consenso di tutte le forze politiche.  Feriti gravi. Sono coloro che, in base alla scelta fatta da commissario e sindaco, al momento dovranno attendere per la liquidazione di quanto spettante. Anche in questo caso la definizione cui i tecnici di Comune e Regione fanno riferimento è lo stesso articolo del codice penale: quaranta giorni di prognosi. Nel confronto sulle cifre da attribuire a queste persone si gioca la "partita" dei danni psichici che Comune e commissario non sembrano aver ancora chiuso. «Le risorse non saranno esaurite dalle prime elargizioni - ha ribadito più volte Enrico Rossi -. Con il sindaco ci rivedremo tra 15-20 giorni, ci sarà un lavoro preparato dagli uffici, approfondiremo e valuteremo».  Otto morti senza parenti. Sono otto i casi di vittime della strage che hanno lasciato parenti non compresi tra quelli cui la legge attribuisce l'elargizione. L'Avvocatura dello Stato, è la conferma data ieri, ha ribadito che a loro non spetta niente. «L'idea è quella di accantonare la cifra di 1 milione e 600mila euro», ha spiegato il sindaco, «e poi, se serve, provare a cambiare la legge. Su questo mi aspetto il consenso della città tutta, dei comitati, della Regione e di tutte le forze politiche».

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